Draghi alzerà i tassi una volta prima di lasciare la Bce

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di Luca Spoldi 20 Luglio 2018 | 13:23

Draghi aumenterà i tassi prima di uscire di scena

Secondo un sondaggio tra economisti condotto dall’agenzia Bloomberg Mario Draghi potrebbe accomiatarsi dalla Bce con un primo rialzo dei tassi, a settembre del prossimo anno, dunque solo un mese prima del termine del suo mandato. Ogni ulteriore rialzo verrebbe invece varato dal suo successore, sul cui nome sarebbero secondo l’Economist già partite le prime discussioni all’interno di Eurotower.

Corsa complicata per la successione

A complicare i negoziati per la prossima presidenza è il fatto che anche altre posizioni chiave saranno in scadenza ai vertici della Commissione europea e del Consiglio europeo, oltre che all’interno della stessa Bce, dove già è scaduta, in settimana, il capo della vigilanza, la francese Danièle Nouy, mentre Peter Praet, membro belga del comitato esecutivo della Bce, scadrà a fine maggio del prossimo anno.

Per ora Bce manterrà pilota automatico

Fino alla prossima estate, dunque, la Bce dovrebbe mantenere il “pilota automatico” come segnalano gli esperti di Citigroup che per la riunione della prossima settimana non prevedono né movimenti dei tassi o del programma di quantitative easing, né tanto meno variazioni delle “view”. Queste presumibilmente verranno aggiornate nella primavera del prossimo anno, salvo che la guerra commerciale che Trump sembra pronto a far scoppiare non muti seriamente lo scenario macroeconomico, ipotesi al momento ritenuta residuale.

Weidmann resta favorito per la successione

Quanto ai nomi di colui che dovrà decidere se, quando e di quanto “normalizzare” la politica monetaria dell’Eurozona, la nomina, il marzo scorso, dello spagnolo Luis de Guindos come nuovo vice presidente della Bce lascia aperta l’ipotesi di un candidato del Nord Europa per la presidenza. Il nome finora più accreditato è quello del governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, favorevole da sempre a una politica monetaria meno espansiva anche come “contrappeso” a fronte di un eventuale rilassamento fiscale che pare essere nelle intenzioni di alcuni governi come quello italiano.

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