Usa: tassi in rialzo rendono debito meno sostenibile

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di Luca Spoldi 27 Settembre 2018 | 10:20

Denaro facile e aziende zombie

Gli analisti sono sempre più preoccupati: anni di “denaro facile” grazie a tassi a zero o poco più dovuti alla massiccia iniezione di liquidità sui mercati portata avanti dalle maggiori banche centrali hanno mantenuto in vita banche e aziende “zombie”, ma la graduale normalizzazione delle politiche monetarie rischia ora di far venire a galla crisi che covano da tempo sotto a cenere.

Tassi reali Usa tornano positivi

In America in particolare, dove i tassi sui Fed Funds sono tornati ad avere per la prima volta da un decennio un rendimento reale positivo, sia pur minimo, secondo Standard & Poor’s Global Ratings le aziende hanno accumulato debiti per 6,3 triliardi di dollari, così Michael Hartnett, Chief Investment Strategist di Bank of America Merrill Lynch, mette in guardia gli investitori: saranno “le aziende, non i consumatori o le banche”, a causare la prossima recessione.

Corporate America ha fatto troppi debiti?

“Corporate America” in questi anni ha preso soldi a prestito per costruire nuove fabbriche, acquistare attrezzature e sviluppare prodotti, ma anche per sostenere i corsi dei titoli quotati a Wall Street tramite poderosi buy-back azionari. Con tassi “drogati” dall’azione della Fed e delle altre banche centrali era facile ignorare il debito, ma via via che i tassi saliranno sarà sempre meno facile.

Qualche “zombie” finirà col saltare

Anche perché l’economia americana cresce ormai da oltre otto anni ed alla fine di ogni periodo d’oro i profitti aziendali tendono a rallentare, cosa che finirà col rendere sempre più difficile per alcune imprese ripagare il debito. Così qualcuno inizia già a guardarsi attorno a Wall Street e non solo, cercando di individuare per tempo quale potrebbe essere il primo “zombie” a saltare.

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