Investimenti: opportunità dai rendimenti reali positivi

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di Redazione 17 Novembre 2022 | 15:01

L’inflazione core continua a sorprendere al rialzo e i rendimenti reali positivi possono essere un’opportunità per gli investitori“. Parola di Jonathan Baltora, gestore del fondo AXA WF Global Inflation Short Duration Bonds di AXA IM, che di seguito spiega nel dettaglio la view.

Gli ultimi dati sull’inflazione mostrano che la tendenza al rialzo continua e che le banche centrali dovranno continuare ad aumentare i tassi d’interesse, in un contesto d’inflazione cosiddetta appiccicosa. Questo spingerà al rialzo i rendimenti delle obbligazioni a lungo termine.

È la prima volta dal 2009 che abbiamo rendimenti reali positivi così elevati nel mercato dell’inflazione. Per le banche centrali, impegnate a contrastare l’inflazione con l’inasprimento della politica monetaria, i dati relativi al mese di settembre non hanno rappresentato una buona notizia.

Nell’area euro l’inflazione core è passata dal 4,3% al 4,8% e negli Stati Uniti è salita dal 6,3% al 6,5%. Numeri che mostrano che la tendenza al rialzo dell’inflazione continua e che, di conseguenza, le banche centrali devono continuare ad aumentare i tassi d’interesse, spingendo al rialzo i rendimenti delle obbligazioni a lungo termine.

Obbligazioni inflation-linked in calo da inizio anno 

Questo è il motivo principale per cui, nonostante l’inflazione più alta degli ultimi 40 anni, la performance delle obbligazioni indicizzate all’inflazione è in calo da inizio anno. Tutte le obbligazioni indicizzate all’inflazione a scadenza, coperte in euro, sono scese del 20% da inizio anno, mentre quelle a breve scadenza, meno sensibili alla duration, sono scese solo del 4%.

L’impatto negativo sui prezzi derivante dal rialzo dei tassi d’interesse ha pesato sulla performance e ha compensato l’indicizzazione all’inflazione storicamente elevata. Riteniamo che i tassi di interesse reali, che rappresentano il reddito che gli investitori catturano oltre all’inflazione per i prossimi anni, siano diventati significativamente positivi negli Stati Uniti e siano diventati positivi anche nel Regno Unito e nell’area euro.

I livelli elevati dei tassi d’interesse reali sono un’opportunità in un contesto d’inflazione radicata 

Questa è un’opportunità per mettere al sicuro un reddito che, per gli investitori, sarà più elevato dell’inflazione in futuro. Per questo motivo abbiamo preso profitto sulle posizioni short duration e abbiamo aumentato la nostra sensibilità ai tassi d’interesse con le obbligazioni inflation-linked. Abbiamo quindi inserito in portafoglio scadenze a 5 anni e anche più lunghe perché, in aggiunta a un’inflazione che resta relativamente appiccicosa, crediamo che l’economia rallenterà, come suggeriscono diversi indicatori.

Una spesa eccessiva da parte dei governi potrebbe costituire il rischio principale per il nostro outlook d’investimento. Come suggerisce l’esperienza del Regno Unito a settembre, una spesa eccessiva, non propriamente finanziata sul medio termine, può spingere i tassi d’interesse significativamente in alto. Crediamo che la normalizzazione della politica monetaria sia stata scontata dal mercato e riteniamo che il livello molto elevato dei tassi d’interesse reali, il più alto dal 2009, sia un’opportunità reale per gli investitori d’ora in avanti, in un contesto dove l’inflazione resterà appiccicosa.

Come illustra il grafico qui sotto, i rendimenti reali costituiscono il “premium” che gli investitori possono assicurarsi in aggiunta all’inflazione realizzata. I rendimenti reali sono correlati ai rendimenti nominali, ma meno per le obbligazioni inflation-linked short duration che sono più influenzate dal prezzo del petrolio che dagli sviluppi generali della duration.

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