Elezioni 2013, ecco quanto ci è costato votare

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di Redazione 27 Febbraio 2013 | 09:22

Il costo complessivo di ogni sezione, che comprende il vario materiale elettorale – schede, matite, urne, registri e cancelleria varia – e il compenso di presidente e scrutatori

Finite le elezioni politiche 2013 è il caso di tirare un bilancio. Ecco un articolo di Yahoo! Finanza che svela i costi per lo Stato delle votazioni.

ELEZIONI 2013 – L'esito elettorale di queste ultime ore, tra la corsa ad accaparrarsi gli scranni e i numeri forniti dal Viminale, rendono chiara, al momento, una sola cosa. Ovvero, la difficile governabilità di questo Paese. Una situazione precaria e instabile che porterà a una conseguenza, di cui si vocifera da ieri dopo i primi, incerti, exit pool: riformulare la legge elettorale, provare con tutti gli sforzi possibili ad approvare le manovre più urgenti per il Paese e poi ritornare a votare. Costruire quindi un'intesa tra le varie forze politiche per i prossimi tre, quattro, sei mesi prima di riaprire le urne elettorali. Ma quanto costano allo Stato le elezioni?

I SEGGI ELETTORALI – Il calcolo è presto fatto. In Italia le sezioni elettorali sono 61.597. Tra queste, ci sono anche 595 sezioni ospedaliere – istituite nei nosocomi e nelle case di cura con almeno 200 posti letto – e 1.620 seggi speciali, allestiti presso gli ospedali e le cliniche più piccole (da 100 a 199 posti) o nelle carceri, più 3.290 seggi "volanti", attrezzati per la raccolta dei voti nelle case di cura con meno di 100 letti.

SPESE E STIPENDI – Il costo complessivo di ogni sezione, che comprende il vario materiale elettorale – schede, matite, urne, registri e cancelleria varia – e il compenso di presidente e scrutatori (che aumenta nel caso del doppio spoglio, come avvenuto in Lombardia, Lazio e Molise, dove alle politiche si è aggiunto il voto regionale) si aggira intorno ai 6.135 euro. Una cifra che comprende anche lo stipendio fornito alle forze dell'ordine impiegate per la sicurezza delle elezioni: 21.154 poliziotti, 21.154 carabinieri, 11.526 finanzieri, 3.268 forestali, 300 poliziotti penitenziari, 3.638 vigili urbani, 585 poliziotti provinciali.

LO SPOGLIO – Per lo spoglio, il presidente di seggio percepise 187 euro, una cifra che sale a 224 euro se si vota anche per le regionali. Lo scrutatore e il segretario guadagnano normalmente 145 euro, che diventano 170 nel caso di doppio voto. La cifra totale erogata dallo Stato per le elezioni del 24 e 25 febbraio, quindi, è stata di 389 milioni. Una cifra che copre anche altre spese, quali: l’organizzazione tecnica, come il montaggio e lo smontaggio delle cabine, la movimentazione dei tabelloni per la propaganda elettorale, la raccolta e la trasmissione dei dati, ma anche le spese per le agevolazioni di viaggio agli elettori (sconto sul treno, pedaggio autostradale gratuito, per un totale di 9,8 milioni) e quelle relative all'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero.

LA RIPARTIZIONE – Spese che sono ripartite tra i ministeri interessati, anche se è al ministero dell'Interno che spetta la spesa più pesante: 315 milioni distribuiti tra quattro voci di spesa (73 i milioni per il dipartimento di pubblica sicurezza, 5 i milioni per il dipartimento delle politiche personali e 237 i milioni per il dipartimento affari interni e territoriali). Soldi provenienti dalle casse dello Stato, che versano già in gravi difficoltà. E il pensiero di dover tornare a votare molto presto non è per niente rassicurante.

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