I temi d’investimento dei prossimi dieci anni secondo Aberdeen AM

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di Finanza Operativa 3 Luglio 2017 | 17:30

Una nuova analisi delle tendenze di lungo periodo curata dal team multi asset di Aberdeen AM, Outlook per gli investimenti nel lungo termine, indica che gli investitori dovrebbero rigettare i modelli tradizionali di asset allocation basati su azioni e obbligazioni a favore di quelli che destinano quote maggiori agli alternativi.

Pubblicata due volte l’anno, l’Outlook è un’analisi dettagliata delle tendenze economiche e di investimento che influenzeranno le decisioni d’investimento nel corso dei prossimi 5-10 anni. Trae origine dalla competenza dei team globali di Aberdeen, Solutions e Diversified Multi Asset, che gestiscono circa 90 miliardi di sterline in fondi multi asset (dati aggiornati al 31 marzo 2017). Da molti anni la società condivide i suoi outlook d’investimento di lungo termine con i clienti multi asset ma ora li pubblicherà per un pubblico più ampio due volte l’anno.

Il report sostiene che probabilmente i rendimenti dei titoli di Stato saranno estremamente bassi nel prossimo decennio: i bassi rendimenti di oggi significano che, ad esempio, è improbabile che i Gilt britannici generino un rendimento annuale superiore all’1%. Il team si aspetta rendimenti dall’azionario modesti se paragonati al passato recente, specialmente in mercati in cui le valutazioni sono diventate tirate.

I mercati azionari devono poi fare i conti con ostacoli di lungo periodo: dati demografici in peggioramento, scarsa produttività e la fine del boom creditizio in Cina. Il fatto che la Cina tenga sotto controllo la crescita del suo credito farà rallentare la sua economia e quella mondiale. I mercati sviluppati faticheranno a colmare il deficit a causa della riduzione della popolazione in età lavorativa e di una crescita debole della produttività.

Gli scarsi rendimenti dei titoli di Stato sono il risultato matematico dei bassi rendimenti di oggi, causati da uno sbilanciamento strutturale profondo tra i risparmi globali e gli investimenti (il cosiddetto “surplus di risparmio”). I tassi d’interesse potrebbero salire un po’ ma è improbabile tornino ai livelli prima considerati normali.

Craig Mackenzie, Senior Investment Strategist, commenta: “Ci sono ancora opportunità nell’azionario: in Europa il ciclo di business ha finalmente preso slancio ed i mercati emergenti sono ancora relativamente convenienti. Alcune delle opportunità migliori si trovano però negli asset alternativi. Pensiamo che il debito dei mercati emergenti in valuta locale possa offrire rendimenti del 6%. I governi dei Paesi emergenti hanno imparato dal passato e le loro economie sono ora guidate in modo più prudente. Ci aspettiamo anche rendimenti interessanti dagli investimenti quotati in infrastrutture, in particolare da strade, ospedali e parchi eolici”.

L’analisi arriva alla conclusione che gli investitori multi asset potrebbero dover riconsiderare l’asset allocation. Craig Mackenzie continua: “Azioni e obbligazioni saranno ancora fondamentali per i portafogli di molti investitori. Questo è però un contesto poco favorevole per i modelli tradizionali di asset allocation composti da azioni e obbligazioni (in proporzione 40 a 60). Per decenni gli investitori hanno associato le azioni ai titoli di Stato per ottenere portafogli diversificati. Questo approccio ha funzionato quando i titoli di Stato offrivano un rendimento del 6% ma non è ottimale quando i rendimenti sono solo dell’1%. Abbinare alle azioni un mix diversificato di asset alternativi a più alto rendimento sembra poter offrire agli investitori risultati migliori”.

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