Rischi e opportunità per i prossimi mesi

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di Finanza Operativa 9 Agosto 2017 | 10:30

a cura di Lyxor

Dopo un contrastato confronto con la realtà nel Q2, i prossimi 3 mesi potrebbero testimoniare un ritorno a trend consolidati di lungo periodo. Le dinamiche dell’attività e delle riforme statunitensi potrebbero ravvivarsi, e ci aspettiamo che la ripresa dell’area Euro acceleri grazie al migliorato scenario politico. Mentre la fragilità dell’impulso inflazionistico ha sorpreso ovunque – e ha sostenuto la convinzione nella continuazione di una politica accomodante della Banca Centrale – la tendenza verso la normalizzazione d’ora in avanti potrebbe rafforzarsi. I prezzi del petrolio potrebbero essere fondamentali nel guidare le aspettative sull’inflazione nei mercati, e prevediamo una stabilizzazione nei costi marginali dello shale oil statunitense.

Washington appare pronta per un aggiornamento nel corso dell’estate, quando l’amministrazione Trump spingerà per far procedere la sua agenda. Nonostante potremmo trovarci di fronte ad una prova del nove, date le aspettative depresse anche minimi successi potrebbero sorprendere positivamente. Allo stesso modo, una ripresa della crescita appare attuabile, così come un graduale risanamento dell’inflazione sui salari. Crediamo che questo cruciale tassello mancante potrebbe essere sistemato subito, e confortare la Fed sul percorso intrapreso dalla normalizzazione.

Siamo leggermente sottopeso sui titoli governativi statunitensi. Sul lato equity, le eccessive valutazioni dell’azionario statunitense sono a rischio, ma gli indicatori tecnici mantengono la nostra raccomandazione ad un approccio neutrale, tutelato da posizioni su specifici settori.

Il messaggio chiave per quanto riguarda i mercati emergenti è la selezione dei titoli value, mentre la ricerca del rendimento rimane intatta finché la stretta della Fed farà presa sugli investitori. In Asia, l’azionario cinese ha aperto la strada e ci aspettiamo che l’intera regione seguirà il trend rialzista. Il mercato giapponese potrebbe essere anch’esso  interessante, con una predilezione per l’azionario domestico.

La presa di potere di una leadership pro business e pro Europa in Francia ha permesso di dare il via libera alla politica dell’Eurozona. Le sedute estive potrebbero formulare riforme strutturali, che ci aspettiamo spianino la strada a una fase di ripresa ciclica. I rischi sono ora confinati principalmente in Italia, anche se i timori elettorali potrebbero aspettare a manifestarsi fino al prossimo anno. Anche l’imminente tapering della BCE potrebbe essere fonte di dissesti, ma riteniamo che Mario Draghi riuscirà a moderare gli effetti dei rendimenti in rialzo grazie ad una retorica altalenante tra accomodante e restrittiva. Vediamo dunque una finestra di opportunità per un pieno sovrappeso sull’azionario dell’area Euro.

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