Investimento in dividendi: interessante nonostante un probabile rialzo tassi

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di Finanza Operativa 29 Agosto 2017 | 14:00

a cura di Dan Scott, Equity Research Analyst Credit Suisse

Continuiamo a credere che le strategie dei dividendi offrano agli investitori molti benefici, di cui il più importante è quello di rendimenti più elevati a lungo termine con un rischio inferiore (es. rapporto Sharpe), rispetto ai più ampi mercati azionario e al reddito fisso. Il fatto che le aziende che pagano dividendi solitamente mostrino cash flow più elastici aiuta a limitare i drawdown nelle fasi di correzione del mercato. Inoltre, la capitalizzazione dei rendimenti da dividendo reinvestiti aumenta l’outperformance. Non solo, la bassa correlazione tra le azioni ad alto dividendo e altri stili di investimento offre inoltre buoni benefici di diversificazione. Continuiamo a ritenere interessante la tesi di investimento per le strategie di dividendi, ancora supportata da un divario ragionevole tra rendimenti obbligazionari e rendimenti da dividendi, così come il margine per ulteriori incrementi dei dividendi alla luce di rapporti di payout che restano moderati e di livelli di liquidità aziendale ragionevolmente elevati. Inoltre, un’ampia gamma di messaggi dal management aziendale relativi al mantenimento della disciplina di capitale e alla «remunerazione degli azionisti» attraverso i dividendi continuano a confortarci. Un catalizzatore ulteriore potrebbe provenire dalla riforma fiscale statunitense, che potrebbe liberare liquidità da distribuire.

Il restringimento del divario tra rendimento da dividendo e obbligazionario porrà l’enfasi sulla scelta dei titoli. Dopo le elezioni negli USA, l’anno scorso, i rendimenti obbligazionari sono saliti rapidamente dai livelli estremamente depressi degli ultimi anni. Tuttavia, da marzo, i rendimenti hanno evidenziato una tendenza al ribasso a causa di attese d’inflazione contenute e dell’incertezza sul ritmo della normalizzazione. Il parere del nostro Investment Committee è che i rialzi dei tassi della banca centrale saranno graduali, cosa che ridurrà i rischi di rapidi cali delle quotazioni per le azioni bond-proxy (ad alto rendimento), a nostro parere. Inoltre, mentre l’evidenza storica suggerisce che le strategie a dividendo possono sottoperformare le azioni di riferimento durante i cicli di rialzo dei tassi, hanno generato ancora rendimenti positivi in tali periodi. Riteniamo che alcune aziende sensibili ai tassi di interesse, che hanno beneficiato del contesto caratterizzato da bassi tassi per estendere le scadenze o rifinanziare il debito, dovrebbero risultare avvantaggiate nel contesto attuale. Il punto saliente, tuttavia, è che, diversamente dal passato, non tutte le aziende che pagano dividendi elevati resteranno attraenti, dal momento che le società con leverage o valutazione elevati potrebbero essere penalizzate dall’aumento delle preoccupazioni per i tassi di interesse. Di conseguenza la stock selection resta fondamentale a nostro parere.

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