Dollaro, indebolimento strutturale o ennesimo fuoco di paglia?

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di Redazione 16 Luglio 2009 | 06:45
Il declino del dollaro negli ultimi due giorni, potrebbe trovare spiegazione nell’aumento delle riserve valutarie da parte della Cina. L’Euro-dollaro è passato da 1.4130 a 1.3915 in sole due sedute di borsa.

Le ultime giornate sul mercato dei cambi ci hanno mostrato un cambiamento nelle price action di breve. A differenza delle ultime settimane, caratterizzate da movimenti bilaterali e volatili, le ultime due sedute ci hanno riservato qualcosa di differente. Il mercato infatti, nei casi specifici di Eurusd ed EurJpy ha evidenziato una salita lenta, ma costruttiva e in apparenza strutturale, ovvero uno di quei movimenti a cui ci eravamo abituati negli anni della svalutazione competitiva del dollaro. Come se i fondi sovrani o qualche mano forte, fosse entrata sul mercato a vendere dollari.  E allora siamo andati a cercare le ragioni di questo movimento, caratterizzato da assenza di correzioni anche minime e che hanno portato in due sedute l’EurUsd da 1.3915 a 1.4130 e l’EurYen da 127.90 a 133.40.
E’ vero che questo movimento è, per correlazione, stato causato anche dalla ripresa significativa dei listini e dei mercati azionari, ma è altrettanto vero che questa volta il movimento in atto sul nostro mercato è sembrato autonomo, indipendente. Ebbene, le notizie circolate sull’aumento delle riserve valutarie Cinesi potrebbe essere stata la causa di questo declino del biglietto verde negli ultimi due giorni.
Sul mercato dei cambi la partita delle diversificazione delle riserve nel medio e lungo periodo, è ancora tutta da giocare. Non si riesce a capire quali potranno essere gli effetti di una possibile diversificazione, ma è chiaro che i 2.13 mila miliardi di dollari che la Cina detiene (peraltro in aumento nell’ultimo trimestre di ben 178 miliardi) sono fonte di preoccupazione nel medio e lungo periodo. Per il momento i Cinesi, che non vogliono certo svalutare i propri assets in dollari, si limitano a protestare verbalmente e a richiamare un ordine mondiale differente in materia valutaria, con la richiesta di una divisa diversa dal dollaro a livello di pagamenti internazionali, ma appare chiaro a tutti come non esista una moneta di riferimento che possa affiancare se non sostituire il biglietto verde nell’assetto globale valutario. Perché per esempio non lo Yuan? Perché non un paniere di valute in cui ci siano, oltre a quelle principali, anche quelle di Cina Brasile India e Russia? Perché coloro che protestano contro la comunità internazionale non decidono di utilizzare le loro divise per le transazioni internazionali in cui sono coinvolti? La ragione è ovvia, ed è legata al fatto che un cambiamento del genere provocherebbe una rivalutazione di queste monete tale da indebolirne enormemente la competitività su scala internazionale con una diminuzione logica delle esportazioni proprio a causa di questa probabile rivalutazione. Molto più facile chiedere al primo mondo di rivalutare!

Il grafico Eurusd segnala la salita degli ultimi due giorni mentre nelle ultime 12 ore la correzione che abbiamo visto appare legata allo storno dei mercati azionari. Sarà interessante osservare l’evoluzione delle prossime ore, con il test dei supporti che passa in area 1.4060 e 1.4025, la cui tenuta sarebbe il viatico per un nuovo possibile rialzo verso 1.4350. Stesso discorso si deve fare per lo Yen che contro Dollaro rimane stabile in area 92.50 94.50 mentre sull’euro vive l’effetto della rivalutazione della moneta unica.

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