India, un grande sì al riformismo di Modi. E intanto il mercato esulta

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di Max Malandra 23 Maggio 2019 | 12:30

Grazie a una vittoria schiacciante, l’India si accinge a conferire il suo secondo mandato a Narendra Modi, rendendolo così il secondo primo ministro che riesce ad essere rieletto consecutivamente, in quelle che sono state le elezioni più costose, e che hanno coinvolto più persone, mai tenute nella storia dell’umanità. “Si attendono ancora i risultati finali, ma le proiezioni mostrano una maggioranza di Modi più che solida – conferma Gaurav Sinha, Asset Allocation Strategist, WisdomTree – È la prima volta dal 1971 che il governo uscente viene confermato dal popolo per un secondo mandato. Questo voto è da interpretarsi come un segnale a favore di un forte sviluppo economico e potrebbe incoraggiare Modi a spingere sull’acceleratore per riforme più radicali”.

La “demonetizzazione” e l’implementazione della tassa sui beni ed i servizi (la GST) avevano provocato grandi instabilità, ma il risultato fortemente favorevole ci fa credere in uno slancio per le riforme più difficili. “Ci aspettiamo che nei prossimi cinque anni ci si concentrerà sull’acquisizione di terreni, sulle riforme del lavoro, sulla “monetizzazione” delle imprese statali e sulla continua digitalizzazione dell’economia – conclude Gaurav Sinha – Gli indici indiani Sensex e Nifty hanno risposto aprendo per la prima volta nella loro storia a livelli record rispettivamente di 40.000 e 12.000, mentre la rupia si è rafforzata rispetto al dollaro”.

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