Crisi: la risposta italiana è il risparmio

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di Giacomo Berdini 11 Settembre 2009 | 14:30
Secondo una ricerca dell’Annc-Coop in Italia i consumi nel 2009 sono crollati, nonostante il reddito medio sia calato solo dello 0,4%. Il tasso di disoccupazione è salito e gli italiani manifestano un senso di sfiducia nel mondo economico e nella ripresa dalla crisi.

In Italia la crisi colpisce i consumi. A rilevarlo è una ricerca realizzata dall’ufficio studi di Annc-Coop, l’Associazione nazionale cooperative di consumatori.
Il rapporto rileva una caduta dei consumi delle famiglie e una concezione generale che il risparmio sia l’unico mezzo per contrastare il periodo di crisi la quale, per la maggior parte degli italiani, è tutt’altro che vicina alla fine.

I redditi delle famiglie nel 2009 sono diminuiti solo dello 0,4%, rispetto al 2008, eppure nell’anno corrente è stata segnalata la più forte riduzione dell’occupazione degli ultimi 14 anni, con una perdita di 204.000 unità lavoratrici.
Forse questo è il fattore che ha più influenzato il calo dei consumi, ma più di questo lo ha fatto quel senso di negatività causato dalla crisi finanziaria.
Per il 57% dei consumatori italiani, infatti, la fine del periodo di recessione è tutt’altro che dietro l’angolo e ne prevede l’epilogo non prima di due anni.
Esiste inoltre un diffuso senso di povertà e oltre il 66% delle famiglie italiane dichiara di avere difficoltà a mantenere alimenti e cure mediche.
Quindi si consuma meno, si fanno economie sulle spese quotidiane e si rimandano gli acquisti di beni durevoli.

Non esiste nel nostro paese una reale fiducia nel sistema economico, che viene percepito distante e in molte occasioni ostile ai risparmiatori. Nonostante nell’ultimo periodo sia stata rilevata una ripresa del mercato si stenta ad utilizzare gli strumenti finanziari per risollevarsi dalla crisi, ma anzi v’è la tendenza a chiudersi in un risparmio meticoloso e diffidente anche nei confronti degli istituti di credito.
C’è da interrogarsi se esista o meno la necessità di modificare l’approccio degli operatori economici verso i risparmiatori, in modo da evitare che il mondo della finanza italiana finisca per essere una dimensione parallela costretta a dialogare solo con se stessa.

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