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Avatar di Carlo Aloisio 11 Ottobre 2019 | 09:29

Il pezzo forte della settimana è il ritorno dopo un decennio dell’Italia sul mercato con un titolo di stato italiano denominato in dollari “Republic of Italy”. Si tratta di una multi-tranche a tasso fisso con scadenze prevista a cinque, dieci e 20 anni, precisamente il 17 ottobre 2024 (codice Isin US465410BX58), 17 ottobre 2029 (Isin US465410BY32) e 17 ottobre 2049 (US465410BZ07). Il riscontro del mercato è stato a dir poco enorme: a fronte dei tre miliardi di dollari inizialmente ipotizzati, gli ordini hanno superato i 20 miliardi, quasi sette volte tanto. E alla fine, il Tesoro ne ha emessi sette miliardi. La guidance iniziale dava il rendimento quinquennale in area 120 punti base sul midswap, quello decennale a più 160 punti e il trentennale a più 245 punti base. L’esito è stato più favorevole al Tesoro, dato che il rendimento per il titolo a cinque anni è stato del 2.40%, per il titolo a 10 anni del 2.90% e per il titolo a 30 anni del 4.02%. Questi rendimenti equivalgono a circa il doppio di quanto rende il Treasury alle stesse scadenze. Lotto minimo di 200mila dollari con multipli di mille e con accessibilità anche alla clientela retail, seppur penalizzata per il grosso taglio minimo.

L’incursione sul mercato Usa potrebbe essere solo la prima tappa di un programma più ampio di emissioni in valuta, con lo yen indiziato di essere l’altra possibile divisa su cui puntare dopo il dollaro. Obiettivo del Tesoro è rendere appetibili i nostri titoli, anche in vista delle scadenze e dei roll. Infatti da un lato il forte ribasso dei rendimenti è un fattore positivo per il debito pubblico e le casse del Tesoro che deve sborsare meno d’interesse sulle nuove emissioni; dall’altro lato però viene meno l’appeal per gli investitori che potrebbero non rinnovare i vari Bot, Btp, Cct in scadenza ed indirizzarsi verso titoli a maggior rendimento fuori dalla zona euro. Pertanto offrire l’opportunità di rimanere nel nostro paese con un’offerta diversificata è stata una mossa molto importante ed apprezzata.

Subito dopo il boom dei tre titoli in dollari, il Tesoro italiano è tornato a concentrarsi sui titoli in euro in una maratona che vale complessivamente fino a 13.5 miliardi di euro: asta Bot a un anno e Btp 2023, 2026, 2040 e 2046.

La politica monetaria della Bce ha avuto i suoi effetti sulla Grecia che per la prima volta dalla crisi del 2009 ha emesso titoli brevi a tasso negativo, si tratta di 487,5 milioni a tre mesi a tasso negativo dello 0.02% contro lo 0.1% dell’asta precedente.

Atene ha emesso anche obbligazioni di stato a 10 anni, con scadenza marzo 2029, con cedola 3.875%, garantendo un rendimento dell’1.5%, uno dei più bassi di sempre nella storia del paese. Il collocamento sul mercato è avvenuto per 1.5 miliardi di euro, attirando ordini per complessivi 5.4 miliardi. Con questa emissione il tesoro greco ha raccolto 9 miliardi di capitali sui mercati attraverso bond a 5, 10 e 17 anni.

Per quel che riguarda invece il secondario, lo spread tra Btp e Bund tedeschi sulla curva decennale si è assestato a quota 142 con rendimento del nostro benchmark decennale allo 0.9%.

Le emissioni corporate sotto i riflettori

Forte attività sulla parte dei corporate bond, dove le emissioni sono state numerose e con emittenti “di peso”. Non si ferma la corsa dei green bond, le obbligazioni che finanziano scopi sostenibili emesse nel 2019 valgono 4 miliardi di euro e adesso c’è in cantiere un Btp verde, oltre a questo

Enel è tornata sul mercato con un’obbligazione SDG multitranche, cioè legata la raggiungimento di obiettivi di sostenibilità. Si tratta di un’obbligazione multi-tranche in euro a quattro, sette e 15 anni. Le prime indicazioni di rendimento per la tranche a 4 anni sono 75/80 punti base sulla curva midswap, per quella a sette anni in area 95 punti base sul midswp e per quella a 15 anni in area 130 punti base sul midswap. I tre bond hanno, rispettivamente, scadenza il 17 giungo 2024, 17 giugno 2027 e 17 ottobre 2034. Rating Baa2/BBB+/A- e lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di mille.

Soltanto un mese fa, il gruppo energetico italiano aveva attirato sui mercati americani, quattro miliardi di dollari con l’emissione di obbligazioni SDG, cioè legate al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità ambientale, ora ci prova sul mercato con un’altra emissione, questa volta in euro, sperando di replicare il successo ottenuto tra gli investitori americani.

Grande successo il terzo green bond di Iren. La nuova emissione decennale senior green della multiutility, dell’importo massimo di 500 milioni di euro, ha attratto ordini per oltre 2.1 miliardi; la guidance è stata rivista a 110 punti base sulla curva midswp dopo prime indicazioni in are 140 punti poi riviste a 115/120. Il titolo (Isin XS2065601937) paga una cedola annua fissa dello 0.875%, è stato prezzato a 99.345 per un rendimento a scadenza dello 0.944%, ha scadenza 14 ottobre 2029, taglio minimo 100mila euro con multipli di mille e rating BBB.

Dopo l’emissione da 1 miliardo di dollari conclusa a maggio, Eni è tornata a bussare alla porta degli investitori istituzionali ed ha collocato un bond da 750 milioni di euro a tasso fisso con scadenza 11 ottobre 2034 (Isin XS2065946837). Il nuovo prestito obbligazionario ha registrato una domanda di 1.7 miliardi ed è stato collocato a un rendimento di 97 punti base sopra la curva midswap, rispetto alle prime indicazioni di 120/125 punti base. Il bond ha una cedola pari all’1%, prezzo di emissione di 99.392 pari a un rendimento annuo dell’1.044%, circa 37 centesimi in meno del Btp di pari durata. Rating Baa1/A- e lotto minimo 100mila euro con multipli di mille.

Exor ha lanciato una nuova emissione a scadenza 15 anni dell’importo di 300 milioni di euro con ordini che hanno superato i 600 milioni. Il bond è stato prezzato a 99.725 con cedola fissa annuale dell’1.75%, (Isin XS2058888616) taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille e rating BBB+.

Il gruppo telefonico CK Hutchinson Group Telecom Finance ha collocato sul mercato un nuovo prestito obbligazionario multitranche in euro e in sterline. Nel dettaglio, il gruppo ha collocato quattro tranche in euro: 1.5 miliardi (Isin XS2056572154) sulla scadenza ottobre 2023 con cedola 0.375%, 1 miliardo (XS2057069093) sulla scadenza aprile 2026 con cedola 0.75%, 1 miliardo (XS2057069762) sulla scadenza ottobre 2028 con cedola 1.125% e 750 milioni (XS2057070182) sulla scadenza ottobre 2031 con cedola 1.5%. Oltre ai bond in euro, il gruppo ha collocato 2 tranche in sterline: 500 milioni (XS20577072121) sulla scadenza ottobre 2027 con cedola 2% e 300 milioni (XS2057072477) sulla scadenza ottobre 2034 con cedola 2.625%.

Il colosso americano del beverage Pepsi ha emesso il suo primo “green” bond per 1 miliardo di dollari e durata 30 anni, spuntando un rendimento di 92 punti base sopra il Treasury di pari durata, molto più basso dei +110bp inizialmente ipotizzati. Di debito Pepsi ne ha già emesso 34 miliardi, ma questo bond è stato il debutto sul mercato del “verde”. I proventi dell’obbligazione serviranno alla società per ridurre l’uso della aplastica, le emissioni inquinanti e al totale riutilizzo dell’acqua utilizzata nel processo produttivo.

Hsbc ha emesso un’obbligazione a tasso misto in dollari che gode di rating elevato: A/A2. L’obbligazione (Isin XS1876165819) ha scadenza 28 settembre 2024 e offre una cedola crescente (step-up) pari al 2.85% per quest’anno e in pagamento alla fine del settembre 2020 e al 3.30% per il settembre 2021. Dopodichè, riconoscerà all’investitore una cedola pari la Libor Usd a 3 mesi.

Svolta finanziaria per la Brebemi, la nuova autostrada direttissima tra Milano e Brescia, che è pronta a rifinanziare tutto il debito, per oltre 2 miliardi di euro grazie anche all’emissione di un maxi bond da 1.72 miliardi, in rampa di lancio nei prossimi giorni.

La Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale ha in programma l’emissione della sua prima obbligazione senior preferred, rating Ba1/BBB- con l’obiettivo di diversificare le proprie fonti di finanziamento. Rating BBB-.

Vollksbank- Banca Popolare dell’Alto Adige è pronta ad emettere un’obbligazione covered bond, Banca Farmafactoring SpA (Ba1) ha allo studio una nuova obbligazione senior sulla scadenza a 3 anni.

A cura di Carlo Aloisio, Senior Broker presso Unicredit, per Itforum.it

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