Cina ancora penalizzata dai dazi Usa

A
A
A
di Gianluigi Raimondi 11 Novembre 2019 | 15:00

I dati sugli scambi commerciali con l’estero da parte della Cina evidenziano un miglioramento per il mese di ottobre rispetto al consuntivo di settembre, ma continuano a essere penalizzati dai dazi americani. Le esportazioni sono infatti calate dello 0,9% su base annua (contro il 3,2% precedente) mentre le importazioni si sono contratte del 6,4% (da 8,5%), portando il saldo della bilancia commerciale ad aumentare nuovamente il surplus a 42,8 miliardi di dollari (rispetto ai 39,7 di settembre).

Quest’ultimo dato certifica come la guerra commerciale avviata dagli americani la stiano comunque vincendo i cinesi, in grado di avere un maggiore controllo sui beni acquistati in patria e continuando ad avere un significativo vantaggio di prezzo con le proprie esportazioni, proteggendo allo stesso tempo il mercato interno, con uno yuan più debole.

Segnali preoccupanti sono invece quelli sul fronte interno per Pechino, con una legione di piccole banche in difficoltà per carenza di liquidità. Guangdon Nanyue Bank ha insolitamente deciso di non adottare un’estensione anticipata della propria emissione obbligazionaria senza giustificarne il motivo, alimentando le preoccupazioni sulla forza finanziaria dell’istituto. Altre due banche hanno registrato sostanziosi prelievi in alcune branches negli ultimi giorni, a causa di voci diffuse sui social media sulla possibilità di un imminente fallimento. Anche altri istituti affrontano situa-zioni similari e sono in cerca di capitali per rafforzare i propri parametri patrimoniali. Nel Paese ci sono oltre 3.000 piccole banche, molte delle quali stanno affrontando il problema dell’incremento dei defaults sui prestiti concessi, a sua volta determinato dalla stretta del Governo su finanziamenti illegali che riduce la liquidità a disposizione del settore privato. Quello cinese è il sistema bancario più grande al mondo (e le prime quattro banche più grandi al mondo sono tutte cinesi), il che renderebbe difficile combattere una eventuale crisi diffusa del settore anche per lo Stato cinese.

Per alleviare le tensioni verrà approvato un pacchetto di misure di sostegno, finalizzato a garantire liquidità al sistema ed evitare la diffusione di situazioni di panico, tuttavia la problematica resta. verrà preso in considerazione anche un piano per effettuare fusioni di istituti con un bilancio minore di 14 miliardi di dollari, per garantire una maggiore diversificazione degli investimenti e quindi una rischiosità più bassa.

A cura di Wings Partners Sim

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Le tre variabili per la Germania

Asset allocation: quanto la Cina fa rima con profitto

Mercati: la Cina innesca il risk off

NEWSLETTER
Iscriviti
X