Ora tocca ai ritardatari

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di Giacomo Berdini 2 Febbraio 2010 | 10:00
E alle situazioni complesse che necessitano di più tempo

Lo scudo-ter è stato portatore di significativi risultati per gli istituti di credito coinvolti nelle operazioni. Il primo mese della riapertura dei termini per aderire alla normativa con l’aliquota maggiorata al 6% si è quasi concluso, facendo riscontrare per il momento un’adesione da parte di quei contribuenti “ritardatari” che dovevano concludere emersioni pianificate nel corso dell’ultimo trimestre del 2009.
In merito alle dinamiche dello scudo, SOLDI ha intervistato Andrea Gorlato, responsabile del segmento private di Ubi, che ci ha spiegato in che modo il Gruppo UBI Banca ha approntato le strategie per offrire un servizio efficiente alla propria clientela e a tutti i contribuenti interessati a finalizzare l’operazione. Oltre alla predisposizione di una gamma completa di prodotti e servizi private dedicata allo Scudo Fiscale ter, “già a partire dalla metà del 2009, sono state implementate numerose attività volte allo sviluppo di  un processo di formazione e aggiornamento continuo a tutta la rete commerciale Ubi, con contenuti normativi, legali, fiscali e tecnici”, spiega Gorlato, “Abbiamo inoltre provveduto alla creazione di strutture specialistiche interne dedicate ad analizzare e offrire soluzioni alle esigenze anche più complesse della clientela, talvolta ricorrendo alla collaborazione con studi professionali locali, nazionali, internazionali”, specifica.
Il manager inoltre fa riferimento al piano di convegni di approfondimento in materia di scudo a partecipazione libera che sono stati organizzati nelle principali città italiane, con il coinvolgimento: “della comunità sociale, economica e finanziaria locale, l’intervento di specialisti del Gruppo UBI Banca, di liberi professionisti e docenti universitari”, racconta sottolineando l’importanza dell’informazione e dell’approfondimento, a fronte delle numerose complessità della normativa. “Inevitabilmente era ed è complessa”, commenta Gorlato, “ma è stata oggetto di successivi affinamenti rispetto alla prima versione, approfondimenti ed ulteriori delucidazioni”, spiega.
Tale aspetto, a cui va ad aggiungersi uno sviluppo temporale compresso, ha reso molto impegnativa l’erogazione della consulenza dei banker alla clientela.
“Il fatto di far parte di un Gruppo Bancario importante ha aiutato molto”, confida il manager, “siamo riusciti a seguire ogni pratica dei clienti con calma ed estrema cura, da strutture adeguatamente staffate e tecnicamente preparate per risolvere problematiche ed esigenze legate ad operazioni anche estremamente rilevanti”.
Il contesto insomma era difficile, ma la struttura organizzativa ha permesso di semplificare tali problematiche, garantendo elevati livelli di servizio.
Da parte del gruppo, Andrea Gorlato esprime soddisfazione per quanto riguarda le aspettative dei rientri avvenuti presso le strutture Ubi sebbene, dal lancio dell’operazione, si siano susseguite le stime più disparate sui rimpatri: “Ad operazione completata, proroga a parte, confermiamo che i numeri sono importanti, ma sicuramente traiamo maggiore soddisfazione dal fatto che la clientela ha scelto ancora una volta noi come partner affidabile per la gestione dei propri attivi e passivi e per la consulenza su tematiche legate alla pianificazione e protezione dei patrimoni”, rivela Gorlato.
L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
in edicola in questi giorni

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