UK, più forte del previsto

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di Giacomo Berdini 3 Febbraio 2010 | 15:30
L’economista di Aviva Investors Stewart Robertson analizza l’uscita britannica dalla recessione. I dati emersi potrebbero essere rivisti in rialzo e lo spauracchio dell’incremento dei tassi d’interesse da parte della banca centrale è lontano, tuttavia la ripresa sarà modesta.

Dati pubblicati la settimana scorsa annunciavano la fine della recessione più lunga e dura che abbia mai colpito il regno Unito.
Nell’ultimo quarter del 2009, infatti, il Pil è aumentato dello 0,1%. I risultati sono però inferiori alle aspettative di ripresa degli analisti, e nonostante il Ftse 100 sia avanzato sulla scia dell’aumento di fiducia dei consumatori americani, i mercati sono ancora deboli.
Le statistiche pubblicate dall’Office of National Statistics, mostrano come il Regno Unito sia stato trainato verso la crescita dall’espansione dei settori manifatturiero e dei servizi, dopo sei trimestri consecutivi di contrazione. Tuttavia, anche se il mercato ha accolto favorevolmente la fine della recessione, l’aumento dello 0,1% del PIL è visto come una magra consolazione per il crollo del 4,8% subito nel 2009.

Questo il quadro dell’economia britannica dipinto dal mercato, che riconosce il merito all’economia Inglese, grazie all’apporto aggressivo di stimoli fiscali governativi e della Banca d’Inghilterra, di aver trainato altri Paesi fuori della crisi.
Nonostante ciò, i deboli dati di crescita hanno sollevato dei dubbi riguardo alla durata della ripresa, minando la fiducia degli investitori e facendo calare il valore della sterlina rispetto all’euro e al dollaro.

Aviva Investors, attraverso lo sguardo dell’economista Stewart Robertson, si ritiene d’accordo con l’opinione diffusa che la Gran Bretagna sia emersa dalla recessione. Tuttavia la crescita dello 0,1% rispetto al trimestre precedente è debole e deludente se paragonata ad altre statistiche. Peraltro, le stime preliminari dell’Office of National Statistics sono basate solo sul 40% delle informazioni finali necessarie a produrre una stima definitiva e sono quindi soggette a modifiche.
“Basandoci sulla forte ripresa dei servizi, sull’Indice di Produttività (Purchasing Managers Index) e sul mercato immobiliare, crediamo che l’economia del Regno Unito sia cresciuta in misura maggiore rispetto a quanto queste stime iniziali suggeriscono”, afferma Stewart Robertson.
Secondo l’economisrta, l’Office of National Statistics tende a correggere i dati per difetto, specialmente durante le fasi di ripresa economica, “quindi accade spesso che i dati della prima fase di crescita siano poi rivisti al rialzo”.
L’istituto statistico in effetti ha già rivisto al rialzo i dati sulla crescita nel terzo trimestre 2009 correggendoli per ben due volte (dal -0.4% al -0.3% e dal -0.3% al -0.2%) ed è quindi possibile che una revisione al rialzo sia quasi inevitabile anche per i dati attuali.

Alla vigilia della riunione dei vertici della banca centrale britannica sulla questione dei tassi, nonostante l’inaspettato aumento dell’inflazione del Regno Unito in dicembre, le attuali statistiche sembrano smorzare i timori che domani la Banca d’Inghilterra possa iniziare ad alzare i tassi di interesse.
“Guardando al futuro, ci aspettiamo di vedere un’accelerazione della crescita nell’arco del 2010”, conclude Robertson, “Questa ripresa sarà tuttavia modesta se paragonata alle precedenti, dal momento che la disoccupazione continuerà a gravare sulla crescita”.

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