Nuove nubi all’orizzonte per l’economia del Vecchio Continente

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di Gianluigi Raimondi 14 Settembre 2020 | 10:30

La riunione della BCE, contrariamente alle elucubrazioni della vigilia che volevano la Banca Centrale segnalare un maggiore focus sulle dinamiche valutarie, non apporta nulla di nuovo, se non un cenno di attenzione da parte della Lagarde ai movimenti valutari interpretato come un via libera ad ulteriori prese di beneficio sul biglietto verde, risultate in una violenta escursione del cambio euro/usd nuovamente a ridosso di quota 1,20 salvo poi una altrettanto rapida inversione di tendenza che riporta il rapporto tra le due divise in area 1.1850.

E di situazioni da monitorare la Lagarde a quanto pare ne ha parecchie in queste ultime giornate, con i dati europei che continuano ad alimentare l’idea di un progressivo esaurimento del rimbalzo economico post pandemico, come sembrerebbe confermare la produzione industriale francese cresciuta meno del previsto in agosto del 3,8% contro attese al 5,1% (ma quella italiana di contro batte nettamente le previsioni attestandosi al 7,4% contro il 3,6% attteso).

Tra le nubi oscure che si ammassano sull’Europa vanno sicuramente citati la recrudescenza nei fenomeni di contagio (che tornano a superare su base giornaliera quelli statunitensi) ed i ferri ormai cortissimi nel rapporto Euro-UK, con l’ultimatum europeo al Regno Unito su una ritrattazione del discusso disegno di legge sul libero movimento di beni e servizi con l’Irlanda che di fatto infrange l’accordo siglato tra i due ormai ex coniugi alla vigilia dei colloqui sulla Brexit.

A cura di Wings Partners Sim

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