Mercati nervosi, ma il contesto resta favorevole alle azioni

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di Stefano Fossati 15 Gennaio 2021 | 18:30

“La scorsa settimana non tutto è andato liscio. Negli Usa sono riemersi i timori di lungo periodo circa la gestione della pandemia e le problematiche interne. Inoltre, i nuovi lockdown hanno messo in luce la fragilità della ripresa. Non si può dire che tali sviluppi rappresentino una sorpresa. Tuttavia, dopo un inizio d’anno all’insegna dell’esuberanza sui mercati azionari, queste piccole battute d’arresto hanno offerto ad alcuni investitori una buona ragione per prendere profitto. Al contempo, l’economia è soggetta a influenze contrastanti. Da un lato risente dei fattori negativi legati alla pandemia, dall’altro beneficia delle attese di una rapida ripresa sostenuta dalla politica fiscale. Una sorta di tiro alla fune che traspare anche dai dati economici. Il nostro Macro Breadth Index evidenzia importanti differenze geografiche e settoriali. L’Asia, in particolare la Cina, traina la ripresa, mentre gli Usa e la Gran Bretagna di recente hanno segnato il passo”. E’ quanto nota Hans-Jörg Naumer, Director Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors. Di seguito la sua previsione sulla prossima settimana.

La settimana prossima

La prossima settimana saranno pubblicati numerosi dati. Ad esempio, lunedì conosceremo i dati sulla produzione industriale cinese e martedì sarà la volta degli indici Zew per la Germania. Giovedì e venerdì l’attenzione sarà catalizzata dai dati ciclici. Negli Usa sono attese le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione e le previsioni economiche della Fed di Filadelfia. Inoltre, saranno resi noti gli indici sulla fiducia dei consumatori e i Pmi di Usa, Area euro e Regno Unito. Molto atteso l’indice GfK della fiducia dei consumatori per il Regno Unito: la componente delle attese determinerà se gli intervistati attribuiscono maggior importanza al lockdown o alle crescenti speranze legate ai vaccini.

Sul fronte politico tutti gli occhi saranno puntati sul Presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden, il cui insediamento avverrà giovedì. Giovedì si terrà inoltre la riunione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. È improbabile che i membri si concentrino sui dati ciclici e sugli sforzi per tenere sotto controllo la pandemia. Piuttosto, al centro della discussione ci saranno l’erogazione di maggiore liquidità e la comunicazione a tal fine. I rendimenti obbligazionari dell’Area euro non dovrebbero quindi salire al di sopra dello zero nel prossimo futuro. Un aumento dell’inflazione sarebbe accolto con favore ma tale eventualità appare remota. Al contempo proseguono gli acquisti di obbligazioni. Si noti che i tassi di inflazione breakeven sono leggermente saliti negli Usa, nell’Area euro e nel Regno Unito. Una prosecuzione di tale trend potrebbe indicare che gli operatori di mercato si attendono un successo della reflazione. Infatti ci sono stati i primi accenni al “tapering” o alla riduzione degli stimoli monetari della Federal Reserve. Vista la linea della Fed eventuali passi in quella direzione sarebbero una sorpresa. In ogni caso, di recente la Bank of Japan ha ridimensionato gli acquisti di asset, effettuati mediante Etf così da avere un impatto neutrale sul mercato.

Il posizionamento degli investitori suggerisce un contesto ancora favorevole alle azioni. I flussi in entrata nei fondi azionari globali sono nettamente aumentati nelle ultime settimane superando quelli nei fondi obbligazionari. Nel reddito fisso i capitali si sono diretti soprattutto verso le obbligazioni societarie. Sembra che gli investitori preferiscano gli investimenti più rischiosi. Inoltre, la liquidità detenuta nei fondi del mercato monetario è ancora considerevole. Gli investitori sono alla ricerca di opportunità per investire tale denaro in un contesto di tassi bassi/negativi (cfr. Grafico della settimana). I flussi in entrata nei fondi del mercato monetario hanno registrato un’impennata dall’inizio della pandemia e sono ancora su livelli prossimi ai massimi storici, non da ultimo per via degli elevati tassi di risparmio. Inoltre, nelle prime settimane del 2021 vediamo un trend usuale: agli investitori istituzionali sono stati garantiti nuovi budget di rischio, con un effetto al rialzo sulle quotazioni azionarie.

Tutti i segnali indicano che assisteremo a un tiro alla fune anche sui mercati finanziari. L’abbondante liquidità disponibile e gli attuali tassi di interesse dovrebbero sostenere le asset class più rischiose, mentre i fattori tecnici mostrano un crescente nervosismo degli investitori, non più esuberanti. Nel complesso la ricerca di investimenti redditizi e reddito da capitale dovrebbe confermarsi il principale driver di mercato in un’ottica di medio periodo.

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