Riforma Ue, tutto rinviato a settembre

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di Camilla Gaiaschi 7 Luglio 2010 | 09:30
Le modifiche proposte dal Consiglio sono state rigettate dai deputati, che hanno rinviato il voto a dopo l’estate. Pesa il muro contro muro del Regno Unito, che non accetta l’idea di una vigilanza sovranazionale. Ora la palla passa nuovamente all’Ecofin.

Ancora una fumata grigia a Bruxelles. E l’ennesimo spettacolo di un’Europa incapace di fare la quadra e trovare l’intesa. Evitando di bocciare le modifiche introdotte dalla Commissione (su proposta del Consiglio) al testo della riforma delle authority di vigilanza, il parlamento ha rinviato il voto di oggi alla sessione di settembre. Invitando i ministri dell’Ecofin, che si ritroveranno a Bruxelles il 13 luglio, a decidere se accettare la proposta degli eurodeputati, che chiedono di tornare al testo originale.

Ma partiamo con ordine: la proposta iniziale di introdurre tre autorità di vigilanza settoriale (banche, assicurazioni e mercati) e una quarta di vigilanza sistemica, è stata progressivamente “limata” dal Consiglio, il quale, spinto in particolare dal governo del Regno Unito, si era rifiutato di dare alle nuove authority la facoltà di annullare le decisioni degli organismi di vigilanza nazionali. Il testo così modificato avrebbe dovuto passare oggi al vaglio del parlamento. A nulla è valso il confronto di lunedì tra i vari rappresentanti del “trilogo” (Commissione, Consiglio, Parlamento), che dopo molte ore di discussione non sono riusciti a trovato un accordo. La palla da ieri è passata ai deputati, con i principali gruppi parlamentari – popolari, socialisti, liberali e verdi – che hanno respinto la proposta avanzata dall’Ecofin.

Con il voto slittato a settembre il rischio è di non riuscire ad approvare la riforma, fondamentale per poi avviare le successive iniziative di regolamentazione dei mercati, entro la fine dell’anno, con entrata in vigore a partire dal 1 gennaio 2011, così come era nei desiderata iniziali dei legislatori.

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