Credit Suisse ribadisce: Pil Ue +2,2% nel 2015

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di Luca Spoldi 2 Luglio 2014 | 14:01
Per gli analisti le misure della Bce resteranno a lungo in essere e sosterranno la ripresa. Con un’alta disoccupazione l’Eurozona può permetterselo, a differenza dell’Inghilterra

CREDIT SUISSE CREDE NELLA CRESCITA UE – Continuano a credere nella crescita europea gli analisti di Credit Suisse che in una nota stamane hanno rimarcato come il recente calo manifestato da alcuni indici come quello dei direttori acquisti (Pmi) sembrino essere più che altro il contraccolpo tardivo di qualche passaggio a vuoto della crescita mondiale nei mesi scorsi, più che il segnale di uno stallo di una ripresa europea che dovrebbe farsi via via più consistente. Confermata pertanto la previsione di una crescita del Pil europeo del 2,2% l’anno venturo (previsione che gli stessi analisti segnalano essere più forte di quella media di mercato).

STIMOLI BCE PERMARRANNO A LUNGO – Anche se le misure annunciate il mese scorso dalla Bce dovrebbero rappresentare l’ultima serie di stimoli che verranno utilizzati in questo ciclo economico, l’Europa resta in una posizione molto diversa da altre aree economiche, spiegano gli esperti, perché ha abbondanza di capacità inutilizzata, come conferma l’alta disoccupazione. La Bce dovrebbe pertanto iniziare a ridurre i suoi stimoli “ben oltre l’orizzonte previsivo attuale”. Piuttosto la Bank of England potrebbe iniziare ad alzare i tassi già nel secondo semestre dell’anno, portando l’attenzione degli investitori a concentrarsi sui rischi di un inasprimento delle politiche monetarie in altre aree mondiali, con un effetto che dovrebbe risultare complessivamente favorevole ai mercati azionari europei, anche se è prevedibile che possa nuovamente aumentare la volatilità dei mercati stessi.

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