Rc Auto: costi in calo ma la strada per armonizzare il mercato è lunga

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 19 Marzo 2015 | 13:46
L’Italia dell’Rc auto resta disunita, ma i prezzi delle polizze iniziano a calare. Se in Val D’Aosta assicurare l’auto costa in media 390 euro, in Campania se ne pagano quasi 1.050

CALANO I COSTI PER L’RC AUTO – Buone notizie per gli automobilisti italiani: in base alle rilevazioni dell’Osservatorio Rc Auto di Facile.it e Assicurazione.it il costo di una polizza Rc auto in Italia è stato pari a febbraio a 586,46 euro, in calo del 9,4% rispetto all’ultimo semestre e del 17,4% su base annua. Cali si registrano per tutti e tre i “profili-tipo” esaminati: un automobilista di 40 anni che vanta la prima classe di merito avrebbe pagato a febbraio 317,25 euro per una polizza Rc auto, il 6,4% in meno rispetto a novembre (quando servivano 337,70 euro).

SCONTI PER TUTTI I TIPI DI GUIDATORI – Per  una guidatrice donna di 35 anni in quarta classe di merito il premio medio a febbraio sarebbe stato di 352,22 euro, il 3,7% in meno nell’ultimo trimestre; più marcato il calo per i giovani neopatentati (in quattordicesima classe di merito), che con un costo medio di 1.453,63 euro avrebbero visto calare i prezzi del 4,3% rispetto a novembre. Più differenziata resta invece la distribuzione dei costi su base regionale, con un divario tra Nord e Sud che continua a penalizzare le regioni meridionali in modo marcato anche, secondo le associazioni dei consumatori, in assenza di reali motivazioni.

RESTA IL DIVARIO NORD-SUD, MA I PREZZI SCENDONO – La Campania resta così la regione dove per assicurare l’auto si deve pagare di più: quasi 1.050 euro che, però, sono oltre il 20% in meno del premio medio di sei mesi fa. Seguono la Puglia (796,75 euro) e la Calabria (769,05 euro). Le regioni più convenienti per chi deve assicurare un’auto sono invece la Valle d’Aosta, con premi medi pari a 390,39 euro, il Friuli Venezia Giulia (402,71 euro) e il Trentino Alto Adige (421 euro). Se tuttavia si guarda al confronto annuale dei premi, si nota un calo a doppia cifra in tutte le regioni italiane, con una forbice che va dal -28,30% in Puglia al -13,40% in Valle d’Aosta. Insomma: la strada per l’auspicata armonizzazione del mercato sembra in lieve discesa, anche se appare ancora lunga.

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