Consulenti, il sindacato contro il contratto ibrido

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Intervista a Mf del segretario generale aggiunto della Fabi, che si scaglia contro i nuovi inquadramenti che prevedono il contratto part-time come dipendente e un rapporto di lavoro autonomo come agente o financial advisor.

Avatar di Redazione9 luglio 2019 | 10:44

Il contratto ibrido? Un modo per rendere più precario il lavoro in banca. La pensa così Giuliano De Filippis, segretario generale aggiunto del sindacato Fabi, che ha rilasciato un’intervista al quotidiano Mf. De Filippis ha parlato a lungo del rinnovo del contratto del settore del credito, sul quale sono in corso le trattative tra l’Abi e le organizzazioni sindacali. Tra i vari argomenti trattati, l’esponente  della Fabi non ha certo riservato parole tenere verso i contratti ibridi sperimentati negli anni scorsi da Intesa Sanpaolo, che prevedono un duplice rapporto di lavoro: un inquadramento come dipendente part-time a cui si aggiunge un contratto di agenzia come libero professionista per chi svolge attività di consulenza sugli investimenti o di vendita di alcune categorie di prodotti creditizi e finanziari. “Chiunque lavora in banca deva avere il contratto dei bancari!”, ha dichiarato De Filippis, facendo intendere che l’inquadramento ibrido non è certo buona cosa per il settore.


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