Real Estate, gli effetti della pandemia e l’impact investing

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Avatar di Redazione 18 Gennaio 2021 | 11:38
Di seguito un’analisi di John Levy (nella foto), director of Impact, Franklin Real Asset Advisors, Franklin Templeton

Le implicazioni economiche del Covid-19 devono ancora essere pienamente metabolizzate, ma le aspettative di un impatto dannoso stanno facendo riflettere. La pandemia non solo ha scosso la realtà, ma ha svegliato il mondo inducendolo ad affrontare le questioni sociali ed economiche sottostanti che potrebbero essere state precedentemente ignorate.

Il virus è una delle principali minacce globali, ma non sarà l’ultima minaccia del genere che dovremo affrontare nei prossimi anni. Il cambiamento climatico, l’inquinamento e la crescente disuguaglianza sociale ed economica, per citare solo alcune questioni tra quelle esistenti, hanno tutte il potere di sconvolgere il nostro modo di vivere in maniera estremamente significativa. Ma da queste minacce deriva una maggiore consapevolezza della necessità di reinventarsi e dal reinventarsi derivano grandi opportunità per allinearsi e contribuire al nostro futuro moderno e più sostenibile.

Un’opportunità fondamentale per gli investitori per combattere gli effetti della pandemia è investire in real estate. Questo può essere conseguito in una moltitudine di modi, come nel fornire soluzioni abitative a basso reddito, riduzioni di canoni di affitto per ospedali e centri medici costruiti per scopi pandemici, con gli sforzi per il cambiamento climatico al centro di ogni investimento. Durante questo periodo di difficoltà abbiamo assistito a progressi nello sviluppo tecnologico e ad un aumento dei partecipanti al mercato privato, che lavorano tutti insieme per colmare le lacune causate dalla pandemia.

Sfide imposte dalla pandemia su alloggi, healthcare e centri medici

L’urbanizzazione e le questioni sociali ed ambientali ad essa associate sono centrali per l’impact investing. Molte regioni ad alta densità di popolazione di tutto il mondo soffrono della mancanza di servizi quali l’approvvigionamento di acqua, lo smaltimento inadeguato dei rifiuti, i prezzi elevati dei beni primari e la mancanza di alloggi a prezzi accessibili.

Come conseguenza diretta della pandemia, molte persone hanno perso il lavoro e la capacità di permettersi un alloggio, aggravando ulteriormente il problema. Ad esempio, un europeo su quattro è considerato “oberato dall’affitto” – spende più del 40% del reddito disponibile per l’affitto – mentre l’incremento dei costi degli alloggi sta aumentando il numero di persone a rischio di povertà2. Molti insegnanti, operatori sanitari e operatori del pronto soccorso hanno grosse difficoltà a condurre una vita vicino al loro luogo di lavoro, rendendo molte aree urbane meno inclusive e resilienti. Investire nelle infrastrutture sociali può aumentare direttamente lo stock di alloggi economici e per la forza lavoro, contribuendo a creare un impact duraturo nelle comunità urbane.

Inoltre, almeno la metà della popolazione mondiale non ha accesso ai servizi sanitari essenziali nonostante i significativi progressi nella medicina e nella tecnologia medica. Anche dove esistono servizi sanitari, c’è una discrepanza continua tra le regioni sull’esistenza di un’assistenza sanitaria di qualità. Ciò è stato ulteriormente accelerato dal Covid-19. Mentre progressivamente la tecnologia medica e il mondo si adeguano ai rischi futuri di pandemie globali, la domanda di maggiori e migliori infrastrutture e servizi sanitari non farà che aumentare.

In concomitanza con le sfide presentate, le aziende di tutto il mondo sono alla ricerca di modi per affrontare direttamente il Covid-19 e le future pandemie e hanno adottato precauzioni continue per ridurre questo rischio. Ad esempio, per gli asset legati alle strutture sanitarie ciò ha incluso la sospensione dei visitatori esterni, la chiusura temporanea delle strutture ambulatoriali, l’ammissione limitata di nuovi pazienti e la garanzia che i dipendenti indossassero mascherine e occhiali, ove necessario, per proteggersi da una possibile trasmissione. Molte di queste precauzioni non sono specifiche per il Covid-19 e saranno essenziali per combattere future pandemie e altre sfide legate all’assistenza sanitaria.

I progressi tecnologici alleviano lo stress sociale

Dalla lotta contro il Covid-19 deriva una grande innovazione e la comunità globale ha fatto passi da gigante nei progressi tecnologici per far fronte alle sfide indotte dalla pandemia. Anche prima del Covid-19, il mondo stava compiendo continui progressi tecnologici, inclusa l’implementazione della tecnologia digitale, dell’intelligenza artificiale (“AI”) e delle telecomunicazioni 5G.

Il Covid-19 ha portato queste tecnologie in primo piano poiché hanno applicazioni dirette nella creazione di ambienti di lavoro più sicuri, sistemi sanitari migliori e comunità più connesse. Ora stiamo assistendo a un passaggio alle “visite” online di medici per ridurre al minimo il contatto di persona. Il 5G aprirà le porte per un maggiore e migliore accesso remoto ai servizi finanziari, sanitari ed educativi nelle comunità rurali e svantaggiate.

Dal punto di vista ambientale, grazie ai progressi tecnologici, in gran parte del mondo il costo delle energie rinnovabili sta scendendo al di sotto di quello degli impianti a combustibili fossili. Il Covid-19 ha il potenziale per mettere la sostenibilità in prima linea nelle operazioni aziendali, verosimilmente incoraggiando le decisioni degli stakeholder per accelerare il passaggio a prodotti e servizi più sostenibili.

I provider del mercato privato devono lavorare per colmare le lacune

Il Covid-19 ha solamente evidenziato il potere degli investimenti privati, più che altro perché i governi sono al limite. Sebbene le infrastrutture sociali siano cruciali per la salute e la vitalità delle comunità, l’asset class ha sofferto per investimenti insufficienti nel decennio precedente la pandemia. Secondo un rapporto della High-Level Task Force on Investing in Social Infrastructure in Europe, si stima che il divario annuale di investimenti nelle infrastrutture sociali sia di almeno 142 miliardi di euro.

Gli investimenti pubblici da soli non sono sufficienti a colmare questa lacuna e le infrastrutture sociali si sono qualificate come un’importante opportunità per gli investitori privati per allineare i propri portafogli ai vantaggi per la società ed ottenere prestazioni finanziarie competitive. In un momento storico così cruciale, le infrastrutture sociali offrono agli investitori l’opportunità di contribuire agli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, producendo un impact sociale e ambientale positivo, oltre ad ottenere un ritorno finanziario non correlato.

La domanda degli investitori è destinata solo ad aumentare

Prima della pandemia, abbiamo assistito a un lento, ma costante aumento della domanda di prodotti a impact e la pandemia ha ulteriormente posto queste strategie sul radar degli investitori. Con una maggiore domanda arrivano maggiori opportunità per gli investitori. Ad esempio, poiché più denaro cerca investimenti a impact ed i piani economici verdi iniziano a dare il via alla ripresa globale, stiamo assistendo ad un numero crescente di opportunità per gli investitori a impact. Inoltre, gli investitori a lungo termine si stanno ora concentrando sui modi per raggiungere i loro obiettivi di contributo agli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite che potrebbero presto diventare un requisito normativo.

La pandemia non solo ha rafforzato il motivo per cui l’impact è un’opportunità convincente di investimento a lungo termine, ma anche il modo in cui il ruolo del capitale privato può davvero supportare le comunità e le società. Allo stesso tempo, la natura difensiva di molti prodotti sostenibili e a impact ha contribuito a fornire un supporto tanto necessario durante questo periodo estremamente volatile, come gli asset che cercano di migliorare la qualità dei servizi sociali forniti alle comunità locali, riducendo al contempo le emissioni di carbonio dell’ambiente edificato. Nei prossimi anni, riteniamo che l’impact investing debba essere considerato come parte del portafoglio principale di un investitore.

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