Ubp: azionario, Giappone ancora da preferire rispetto a Usa ed Europa

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di Finanza Operativa 10 Aprile 2015 | 16:00

di Cedric Le Berre, Multi-Management & Fund Research di Union Bancaire PrivéeUbp

L’Abenomics sta facendo ottimi progressi. Adesso infatti utili societari più elevati stanno portando a salari e bonus annuali più alti che, a loro volta, dovrebbero creare spazio per una crescita significativa in termini di consumi. Le principali società giapponesi, come Toyota, Nissan, Hitachi, hanno infatti già deciso di aumentare gli stipendi mensili e i bonus annuali, sulla scia di una ripresa stabile degli utili. Il tasso di disoccupazione è già molto basso, attestandosi al 3,6%. Storicamente, quando il tasso di disoccupazione è più basso del 4% lo stipendio base tende ad aumentare gradualmente.

Sul fronte politico, Abe gode di un forte sostegno: il tasso di approvazione del Governo supera il 60%. Il Partito Liberal Democratico controlla entrambi i rami del Parlamento. A seguito delle recenti elezioni, Abe ha ancora davanti a sé 4 anni per implementare la propria strategia. La politica monetaria sta dando sostegno all’espansione economica. Qualora i dati macro dovessero sorprendere in negativo, il numero uno della Bank of Japan (BoJ), Haruhiko Kuroda, è pronto a procedere con un ulteriore round di allentamento monetario, il cosiddetto QE 2. In poche parole, la BoJ sta offrendo un supporto al mercato azionario nel caso la crescita tardi a tornare.

Le spese per investimenti aumenteranno: nel corso degli ultimi due decenni molte delle aziende giapponesi si sono mostrate riluttanti nel fare spese per investimenti significative. Di conseguenza, mezzi e attrezzature stanno invecchiando. Quindi, al fine di restare competitive, molte aziende dovranno effettuare considerevoli investimenti per rinnovare le attrezzature. Ora, sulla scia di un indebolimento dello yen e di utili in miglioramento, la maggior parte delle aziende ha capitale a sufficienza per iniziare a realizzare tali spese.

Ci si può aspettare un ulteriore indebolimento dello yen: gli Stati Uniti stanno entrando in una fase di irrigidimento della politica monetaria e l’attenzione si sta spostando sulla tempistica del rialzo dei tassi. Al contrario, l’intenzione della BoJ è quella di mantenere l’attuale politica di allentamento su vasta scala. Le direzioni differenti in cui volgono le politiche monetarie dei due Paesi tendono a spingere lo yen verso un ulteriore indebolimento, fattore che in generale è positivo per le società giapponesi. In questo senso, si può osservare una forte correlazione tra il rialzo dei tassi USA e la sovraperformance dell’azionario nipponico rispetto a quello statunitense.

L’azionario giapponese è in ritardo rispetto ai listini europei e statunitensi nel contesto del mercato rialzista avviato nel 2009. Da quando Abe è stato eletto, nel quarto trimestre del 2012, il Topix è il listino azionario che registra le performance migliori tra i Paesi Sviluppati. Tuttavia, le azioni giapponesi sono ancora indietro rispetto alle controparti europee e statunitensi. Inoltre, le società nipponiche stanno segnando i massimi storici in termini di utili, mentre il mercato non ha ancora raggiunto il suo livello pre-crisi. Quindi, il Topix è ancora molto attraente e sottovalutato se comparato a livello internazionale. Questo discorso non vale più per Europa e USA. Per tutti questi motivi il Topix resta altamente allettante e ha il potenziale per raggiungere i livelli del 2007 nei prossimi due anni.

 

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