A luglio all’Aim Italia sbarcherà Piteco. Al prezzo massimo vale 65 mln

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di Finanza Operativa 17 Giugno 2015 | 14:30

Si quoterà a luglio all’Aim Italia Piteco. Il gruppo, una software house italiana presente però in 40 Paesi in tutto il mondo, è attiva nel corporate cash management e nel financial planning. Il Nomad dell’operazione è la Popolare di Vicenza, mentre Lead Manager è Cfo Sim, con Ir Top alle investor relation. Il gruppo ha chiuso il 2014 con 11,5 milioni di fatturato e 12,3 di valore della produzione (+10% sul 2013), 5,2 milioni di ebitda (+21%) con una marginalità del 42% sul valore della produzione. L’ebit si è attestato a 4,5 milioni e l’utile netto a 2,44 milioni. Sul versante patrimoniale il gruppo può contare su 21 milioni di mezzi propri e 10 di indebitamento finanziario netto.
La società produce e vende software per la corporate finance che si aggancia ai più comuni ERP. Prodotti quindi destinati a grandi imprese. Il 98% delle aziende clienti infatti ha un fatturato superiore ai 100 milioni di euro. Il business cycle si sviluppa su tre fasi: l’acquisizione del cliente (in media con un fatturato per cliente di 65mila euro), le fee di manutenzione annue (in media 11mila euro) e infine l’upgrade con nuovi moduli.
Il gruppo vanta oltre 550 clienti con un incremento medio di 30 nuovi ogni anno. La struttura dell’offerta prevede un aumento di capitale fino a 8,5 milioni (5 a istituzionali e 3,5 a privati) e una quota di 1,5 milioni di vendita da parte degli azionisti attuali. Inoltre il gruppo emetterà obbligazioni convertibili con un premio del 20%  sul prezzo di Ipo per un ammontare di 5 milioni (2 milioni destinati all’azionista Sequenza come conversione di un prestito soci).
È stato anche già fissato il prezzo massimo di collocamento, 4,15 euro per azioni, che implica un valore dell’equity pre money pari a 65 milioni di euro. Un valore quindi superiore alle 5x il fatturato e 12x l’ebitda. Il management con i capitali raccolti con l’Ipo punta a investire circa 10 milioni in acquisizioni, di cui metà in Italia e l’altra metà negli Usa. La prima operazione in Italia è già stata portata a termine, comprando per 1,1 milioni circa CentroData che nel 2014 ha realizzato 1,15 milioni di fatturato. L’Ipo si svilupperà tra metà giugno e metà luglio (raccolta ordini), mentre l’avvio delle quotazioni è previsto per il prossimo 22 luglio. La società inglese di ricerche Edison indica una quotazione indicativa compresa tra 55 e 75 milioni di euro.

Si quoterà a luglio all’Aim Italia Piteco. Il gruppo, una software house italiana presente però in 40 Paesi in tutto il mondo, è attiva nel corporate cash management e nel financial planning. Il Nomad dell’operazione è la Popolare di Vicenza, mentre Lead Manager è Cfo Sim, con Ir Top alle investor relation. Il gruppo ha chiuso il 2014 con 11,5 milioni di fatturato e 12,3 di valore della produzione (+10% sul 2013), 5,2 milioni di ebitda (+21%) con una marginalità del 42% sul valore della produzione. L’ebit si è attestato a 4,5 milioni e l’utile netto a 2,44 milioni. Sul versante patrimoniale il gruppo può contare su 21 milioni di mezzi propri e 10 di indebitamento finanziario netto. La società produce e vende software per la corporate finance che si aggancia ai più comuni ERP. Prodotti quindi destinati a grandi imprese. Il 98% delle aziende clienti infatti ha un fatturato superiore ai 100 milioni di euro. Il business cycle si sviluppa su tre fasi: l’acquisizione del cliente (in media con un fatturato per cliente di 65mila euro), le fee di manutenzione annue (in media 11mila euro) e infine l’upgrade con nuovi moduli. Il gruppo vanta oltre 550 clienti con un incremento medio di 30 nuovi ogni anno. La struttura dell’offerta prevede un aumento di capitale fino a 8,5 milioni (5 a istituzionali e 3,5 a privati) e una quota di 1,5 milioni di vendita da parte degli azionisti attuali. Inoltre il gruppo emetterà obbligazioni convertibili con un premio del 20%  sul prezzo di Ipo per un ammontare di 5 milioni (2 milioni destinati all’azionista Sequenza come conversione di un prestito soci). È stato anche già fissato il prezzo massimo di collocamento, 4,15 euro per azioni, che implica un valore dell’equity pre money pari a 65 milioni di euro. Un valore quindi superiore alle 5x il fatturato e 12x l’ebitda. Il management con i capitali raccolti con l’Ipo punta a investire circa 10 milioni in acquisizioni, di cui metà in Italia e l’altra metà negli Usa. La prima operazione in Italia è già stata portata a termine, comprando per 1,1 milioni circa CentroData che nel 2014 ha realizzato 1,15 milioni di fatturato. L’Ipo si svilupperà tra metà giugno e metà luglio (raccolta ordini), mentre l’avvio delle quotazioni è previsto per il prossimo 22 luglio. La società inglese di ricerche Edison indica una quotazione indicativa compresa tra 55 e 75 milioni di euro. M.M.

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