Mutui e legge Cirinnà: cosa cambia con l’avvento delle unioni civili

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di Finanza Operativa 16 Maggio 2016 | 12:20

Le unioni civili e le convivenze di fatto sono ormai legge, e ciò porta con sé, oltre alle polemiche, importanti conseguenze anche sul piano patrimoniale delle parti coinvolte, non più lasciate a gestirsi i problemi con il solo buon senso, ma inquadrate in una serie di norme che fino ad ora hanno riguardato solo le coppie di coniugi “tradizionali”. Mutui.it, in collaborazione con Facile.it, ha deciso di affrontare la questione dal punto di vista che più interessa chi legge queste pagine, quindi quello dei mutui immobiliari, andiamo a vedere quali sono gli effetti.

Innanzitutto l’unione civile, definita come formazione sociale tra persone maggiorenni dello stesso sesso, implica automaticamente (se non diversamente richiesto) il regime della comunione dei beni; valgono quindi tutte le disposizioni valide per i coniugi tradizionali in materia, di cui al capo VI del titolo VI del primo libro del Codice Civile. Comunione dei beni che, in caso di beni immobili, può essere sciolta, con obbligo di trascrizione dell’atto, come da articolo 2653 primo comma, punto 4, del CC. Naturalmente tutti gli atti relativi agli immobili di proprietà di una coppia unita civilmente vanno trascritti, come da articolo 2659 del CC.

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