Oro: l'analisi di Superfund

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di Redazione 1 Luglio 2008 | 17:00
Dal 1900 ad oggi il dollaro ha perso il 98% del suo valore di facciata a causa dell’inflazione. Nello stesso tempo l’oro ha continua ad apprezzarsi grazie alla sua funzione di asset class anti-inflazione. Con queste premesse e complice il pessimo andamento dei mercati finanziari, il metallo prezioso ha ripreso la sua lunga corsa che nonostante le recenti performance sembra destinata a segnare nuovi record. Bluerating ha intervistato C.Baha (Ceo e fondatore di Superfund, nella foto) per capire i motivi che hanno portato il mercato a riscoprire la moneta per eccellenza.


Nel 2001 il prezzo dell’Oro era inferiore a USD 300/oncia, ora è triplicato: perché il mondo ha (ri)scoperto questo metallo prezioso?

Già nel 2005 avevo previsto, nel corso di alcune interviste con CNBC e Bloomberg, che il prezzo dell’oro avrebbe superato la soglia dei 1.000 dollari. Molti analisti erano scettici. Oggi sono abbastanza certo che l’oro raggiungerà i 1.500 dollari nel medio periodo.

La ragione è piuttosto semplice: l’oro è sempre stato una valuta a prova di crisi. Più la situazione mondiale si fa complessa e incerta, meglio è investire in oro in quanto il prezzo continuerà a salire. Nessun’altra forma di investimento può stare al passo.

L’oro fornisce stabilità nei periodi critici e pertanto in tempi di inflazione e di economie stagnanti costituisce l’investimento ideale – e diversamente dalle banconote ha un valore reale.

Quali sono i fattori principali che condizionano il prezzo dell’Oro?

Non c’è abbastanza oro disponibile: tutto l’oro che esiste nel mondo ammonta a sole 170.000 tonnellate, che darebbero un cubo di appena 15 x 15 metri. Ma la domanda è enorme, specialmente nelle economie in forte crescita come India o Cina.

L’oro si è riaggiudicato la qualifica di garanzia ideale e di leader nella performance– da USD 260 a oltre 1.000. Se negli Stati Uniti si verificasse una recessione, l’oro resterebbe stabile e, specialmente in tempi cruciali come questi, garantirebbe rendite elevate. Fa da investimento ideale in tempi di crisi e fornisce la diversificazione ottimale. E l’oro ha ancora un enorme potenziale.

Se si guarda al prezzo più alto di 850 USD all’oncia del 1980 il suo valore oggi, tenuto conto dei parametri di inflazione, sarebbe di 1.900 USD – quasi il doppio. 

L’Oro sta seguendo un andamento laterale dopo i massimi di marzo: Ritiene si tratti solo di una pausa o di un’inversione di tendenza?

No, non è un’inversione di tendenza. Tuttavia, se si ottengono rendite così alte in un breve periodo di tempo ci si devono talvolta aspettare alcune correzioni nel mercato. La tendenza al rialzo continuerà sul lungo periodo anche se qualche ribasso è sempre possibile. Da cinque anni le materie prime sono in generale rialzo, una tendenza che si prevede continuerà nel corso dei prossimi 10 – 15 anni.

Normalmente i mercati sperimentano fasi cicliche di 20 anni in cui i mercati azionari crescono e quelli delle materie prime sono in sofferenza o vice versa. Negli anni ’80 e all’inizio del nuovo millennio i mercati delle materie prime pativano una tendenza sfavorevole durata 20 anni. Poi questa si è invertita, quindi esiste ancora un grandissimo potenziale.

 Quotazione dell'oro 1998-2008 (Fonte: Kitco.com)

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