Mercati, palladio: sugli scudi in scia ai fondamentali. I certificati di Vontobel

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di Redazione 1 Giugno 2021 | 09:24

A inizio dello scorso maggio, i prezzi del palladio hanno raggiunto nuovi top storici toccando per la prima volta i 3.000 dollari l’oncia. Questo metallo viene utilizzato per l’85% nei convertitori catalitici per rendere i gas di scarico tossici meno pericolosi, tramutandoli in vapore acqueo e anidride carbonica. Le sue applicazioni riguardano l’elettronica, gioielleria e odontoiatria. A livello di estrazione, i protagonisti sono Russia e Sud Africa, anche se questo prezioso viene estratto come prodotto secondario da società focalizzate su altri metalli. Il forte rialzo dei prezzi del palladio è dovuto a diversi fattori, tra cui il maggiore utilizzo da parte di numerosi Paesi (specie la Cina), che hanno imposto regolamenti più stretti in termini di emissioni. Interessante evidenziare anche come i consumatori europei comprino sempre più veicoli a benzina rispetto a quelli a gasolio, con questi ultimi che contano più sull’uso del platino. Un altro elemento che sostiene il rialzo delle quotazioni del metallo è l’offerta con i produttori che non riescono a reagire velocemente ai cambiamenti di prezzo vista la natura di sottoprodotto di questa materia prima. La pandemia di Covid-19 e alcuni fenomeni atmosferici hanno peggiorato la situazione, creando una riduzione nella produzione delle miniere.

Palladio: la domanda e l’offerta mondiale

La situazione di un deficit di domanda rispetto all’offerta potrebbe amplificarsi nel 2021: Nornickel, il principale produttore di questa commodity al mondo, si attende che il deficit globale di palladio sia di 0,9 milioni di once nel 2021, ben più elevato delle 0,3 milioni di once delle iniziali previsioni per 0,2 milioni di once. La situazione sembra quindi ancora favorevole ai prezzi del palladio nel medio periodo, specie se si considera che la ripresa del settore automotive, spinta dalla ripartenza economica, potrebbe sostenere ulteriormente i corsi. Due le principali minacce nel lungo periodo, in primis quella dei veicoli elettrici che non hanno bisogno di questa materia prima. Tuttavia per arrivare ad una vera transizione energetica ci vorrà ancora diverso tempo. Un altro elemento che potrebbe penalizzare i corsi è quello relativo a un’alternativa per questa commodity. L’anno scorso BASF ha annunciato di aver sviluppato una tecnologia che permette di sostituire nelle auto a benzina il palladio con il platino senza compromettere gli standard delle emissioni. L’azienda ha dichiarato che la tecnologia verrà implementata nei modelli del 2023, con alcune applicazioni copossibili nel 2022.

Analisi tecnica del palladio


Da un punto di vista grafico, i prezzi del palladio sono inseriti in un deciso trend rialzista, con i prezzi che dopo la recente correzione e l’approdo sull’area supportiva dei 2.700 dollari l’oncia sembrano pronti per un nuovo test dei 3.000 dollari. La situazione tornerebbe in favore dei venditori nel breve periodo solo con una violazione di questo livello di concentrazione di domanda, che aprirebbe le porte ad un allungo verso il sostegno posto a 2.500 dollari. L’area compresa tra quest’ultimo intorno e i 2.200 dollari, dove i corsi hanno lateralizzato da agosto 2020 alla prima metà di marzo 2021, rappresenta la zona più interessante per i compratori. Solo un breakout di tali supporti metterebbe in pericolo la tenuta dell’attuale uptrend.

I certificati di Vontobel sul palladio


A cura di Vontobel Certificati

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