Mercati, Powell ridà fiducia a Wall Street

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di Redazione 23 Giugno 2021 | 10:49

Musica per le orecchie dei mercati le parole di Powell ieri, con l’ipotesi di situazioni di inflazione estrema (in stile 1970 ed una pressione sui prezzi superiore al 10%) ritenute estremamente remote e la propensione a un intervento sui tassi decisamente lontana nel tempo. E comunque non prima di aver affrontato il tema di un tapering degli acquisti mensili portati dalla Banca Centrale, anch’esso non nell’immediato, almeno ad ascoltare i commenti a margine di Williams e Mester, membri del FOMC.

Tuttavia, il presidente della Fed ha ammesso di essere rimasto un po’ sorpreso dalla persistente pressione sui prezzi (non così temporanea alla fine dei conti) delineando anche una prima linea nella sabbia per un intervento monetario…inflazione al 5% (livello che tutti adesso terranno assiduamente sotto controllo).

Neanche a dirlo quindi nuovo record storico per l’S&P500, dollaro stazionario in area 1,1934 e decennali americani praticamente invariati che fanno da contorno a questo rinnovato clima di relax agitato solo parzialmente dal Bitcoin che ieri, scivolato sotto la fatidica quota dei 30.000 dollari  cancella tutti i guadagni del 2021 prima di un rimbalzo in tarda serata.

Con la FED al centro dei riflettori, difficile trovare altre notizie interessanti sul mercato, per quanto il quinto anniversario del referendum sulla Brexit acquisti rilievo oggi in prospettiva di una tregua tra Europa e Regno Unito (almeno sul tema della commercializzazione dei ben in Irlanda del Nord che ha portato alla c.d. “guerra delle salsicce” con la Francia), o la nuova chiusura di Sidney che ha messo in lockdown oltre 1 milione di persone per arginare la proliferazione della variante Delta, siano indubbiamente degni di menzione nel constatare che il mondo non gira esclusivamente intorno agli stimolo monetari e fiscali dei governi.

Altro tema interessante la mancanza di chip, con i tempi di attesa che si sono
attestati in maggio su un nuovo record storico pari a 18 settimane a causa
essenzialmente della forte richiesta di power chips che regolano l’afflusso di
elettricità ad una vasta serie di beni, dai macchinari industriali agli
smartphones; nel frattempo pare che entro il 2033, ovvero 5 anni prima di
quanto inizialmente preventivato, la vendita di veicoli elettrici sopravanzerà
gli obsoleti motori termici, sempre a patto di avere abbastanza energia
elettrica, colonnine di ricarica e…chips.

A cura di Michael Palatiello, ad e strategist di Wings Partners Sim

 

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