Bitcoin come valuta legale: ecco la proposta svizzera

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di Redazione 12 Ottobre 2021 | 10:31

Con un tweet la società no profit svizzera specializzata in blockchain e criptovalute 2B4CH, ha lanciato la proposta per indire un referendum. Si chiede di approvare l’inserimento del Bitcoin nella Costituzione Federale del Paese elvetico, come riportato da Cryptonomist.ch.

La Svizzera con il referendum guarda al futuro

Secondo la società in Svizzera sarebbero presenti almeno 100mila investitori ini Bitcoin e criptovalute che potrebbero votare “Sì” al referendum e dare una spinta per una eventuale approvazione.

La Svizzera da tempo è considerata come uno dei Paesi maggiormente favorevoli alle criptovalute oltre ad essere sede di molte aziende e istituzioni legate al mondo crypto.

Nel settembre del 2020, il Parlamento svizzero ha approvato all’unanimità una legge, il Distributed Electronic Registers Act, che permette alle società di criptovalute di tokenizzare azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari.

Zugo, una piccola cittadina capitale dell’omonimo cantone, da tempo è diventato un importante hub per le aziende crypto di tutto il mondo. E’ stata denominata la “Crypto Valley”, grazie anche ad un sistema fiscale molto favorevole. Da circa un anno nel cantone svizzero è possibile pagare le tasse anche in Bitcoin ed Ethereum.

La Svizzera è stato uno dei primi paesi al mondo a promulgare una legge di regolamentazione delle criptovalute.

Referendum del 2018 a favore delle criptovalute

Nel giugno del 2018 fu indetto un referendum sulla sovranità della moneta, in cui quasi 500.000 cittadini svizzeri espressero il loro voto a favore di un sistema finanziario non più regolato da quello bancario. Questo referendum impediva alle banche di “creare” denaro elettronicamente quando prestavano oltre le loro riserve di liquidità.

A molti è sembrato evidente che il referendum fosse un chiaro appoggio al sistema delle criptovalute. Questo perchè avrebbe potuto togliere il monopolio della creazione di denaro al sistema bancario che, anche in Svizzera, non vede di buon occhio le valute digitali.

Il comunicato dell’Associazione Bancaria svizzera era stato durissimo con l’esito del referendum di allora. Aveva infatti affermato che: “L’Associazione Svizzera dei Banchieri respinge risolutamente l’iniziativa full-money. Il sistema monetario e finanziario esistente offre vantaggi innegabili e ha dimostrato di funzionare molto bene al servizio delle persone e dell’economia”.

Negli ultimi due anni anche il sistema bancario svizzero sembra aver cambiato opinione sulle criptovalute, considerando che molti istituti finanziari hanno aperto al trading.

A settembre l’Autorità Federale di Vigilanza sui Mercati Finanziari (FINMA) ha approvato il Crypto Market Index Fund, il primo fondo d’investimento crypto nel Paese. Adesso i fondi comuni di investimento svizzeri potranno offrire ai loro clienti un’esposizione diretta su strumenti legati alle criptovalute.

Ecco allora che questo nuovo referendum, in caso di sua approvazione, potrebbe essere un nuovo importante passo verso l’adozione di massa delle criptovalute nel Paese.

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