Mercati Asiatici : Ipotesi, dichiarazioni e accordi

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di Redazione 22 Luglio 2008 | 06:59
A parte il mercato giapponese che recupera oggi la chiusura festiva di ieri, nulla si muove in Asia questa mattina. Il grande malato è il dollaro che si sta spegnendo dolcemente circondato dall’affetto di chi ancora lo detiene come riserva.

Il motivo ? Azzardo una fantasiosa ipotesi. Con i mancati profitti di American Express, con i funambolici piani di salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac, con il recente rimbalzo degli indici asiatici, i Treasuries americani con il loro misero rendimento non li vuole più nessuno. E con $58 billion di notes da piazzare questa settimana senza poter alzare i rendimenti , una soluzione d’emergenza potrebbe essere quella di permettere ai compratori di Treasuries di godere di un apprezzamento del dollaro successivo all’acquisto dei titoli.

Esaurite le fantasie mattutine vi segnalo la consueta dichiarazione dei ministri dell’area Asean (Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico) al termine della consueta riunione annuale: “La corsa dei prezzi del petrolio e delle materie prime alimentari rappresentano un’insidia per l’economia del Sudest asiatico” e la smentita del governo cinese che ha smentito ufficialmente la notizia riportata ieri dal Sunday Times secondo la quale, durante un viaggio a Shanghai, un assistente del premier inglese era stato avvicinato da una ragazza, che dopo aver passato la notte con lui gli aveva sottratto il palmare.

“La notizia e’ del tutto priva di fondamento – ha dichiarato il portavoce del ministro degli Esteri Liu Jianchao – e speriamo di non avere più a che fare con notizie così irresponsabili”. Già l’ufficio del primo ministro inglese aveva smentito la storia, affermando che il Blackberry era andato perduto durante una cena.

Esaurite le dichiarazioni di rito per i giornali vorrei riportare la vostra attenzione sull’accordo di portata storica che Cina e Russia hanno completato ieri con la definizione dei 4.300 chilometri di frontiera che condividono. Il protocollo è stato firmato a Pechino dal ministro degli esteri cinesi Yang Jiechi e da quello russo Sergei Lavrov.
Parlando ai giornalisti dopo la firma, Yang ha detto che i colloqui di oggi sono stati “positivi e fruttuosi”. Oltre alla definizione delle frontiere, i due ministri hanno parlato della relazione “strategica” tra i due paesi.
“Abbiamo discusso sulla frontiera per 40 anni – ha aggiunto il ministro cinese – non e’ una problema semplice ma ora siamo riusciti a definire la frontiera in tutta la sua lunghezza”, un fatto che “a livello politico e’ un successo per entrambi”.

Se si sono messi d’accordo per le frontiere credo che non ci metteranno molto a mettersi d’accordo anche per le forniture di gas. E per noi “europei” questa non è una buona notizia.

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