Investimenti, parola d’ordine: “Mantenere la calma”

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di Redazione 7 Giugno 2022 | 15:29

Nel difficile scenario degli ultimi mesi, il sell-off dei titoli growth è stato impegnativo e sofferto. “Se guardiamo al di là della debolezza generale dei titoli growth, l’entità delle perdite di alcune singole società è stata notevole. In questo contesto, è fondamentale distinguere tra volatilità e rischio aziendale effettivo“. Ad affermarlo è Paul Greene, Portfolio Manager US Large‑Cap Core Growth Equity Strategy di T. Rowe Price, che di seguito spiega la view nel dettaglio.

I significativi ribassi subiti da alcune delle nostre partecipazioni nel settore dei servizi di comunicazione e dell’informatica sono sembrati, a nostro avviso, esacerbati dalla paura e dall’intolleranza del mercato per gli utili societari che non raggiungono la perfezione. A prescindere dalle sfide a breve termine, non pensiamo che i fondamentali a lungo termine di molte delle società di pubblicità online e di e-commerce presenti in portafoglio si siano deteriorati nella misura in cui le recenti oscillazioni dei loro prezzi azionari potrebbero far pensare.

Purtroppo, i cali di alcune società erano più che giustificati. La forte domanda di soluzioni per la videocomunicazione e la firma elettronica, registrata all’apice della pandemia di Coronavirus, si è rivelata meno sostenibile del previsto. Questo elemento di spinta è sembrato inoltre mascherare le debolezze delle strategie commerciali di alcune società di software.

A nostro avviso, è fondamentale avere un processo decisionale metodico. La nostra visione prospettica delle società in cui investiamo non si basa sui risultati passati, ma sulle prospettive di creazione di valore a lungo termine. Siamo anche attenti alle valutazioni. Siamo disposti a possedere alcuni titoli che possono sembrare costosi nel breve termine, se riteniamo che il ritmo con cui l’azienda sta creando valore sia in grado di sostenere un ulteriore potenziale di rialzo nei prossimi anni. Tuttavia, non vogliamo possedere titoli per i quali, a nostro avviso, una valutazione estesa ostacolerà la performance del titolo in un periodo pluriennale.

Consideriamo la nostra posizione in Tesla. La casa automobilistica è leader nel settore dei veicoli elettrici (EV), una categoria di prodotti che a nostro avviso rappresenta una forte opportunità di crescita nel prossimo decennio. Riteniamo che la potenziale combinazione di un’accelerazione della domanda di veicoli elettrici e di vincoli sul fronte dell’offerta possa creare un contesto fondamentale convincente per questa società, soprattutto se realizzerà i suoi piani di aumento della capacità produttiva.

Dunque, ci concentriamo sui fondamentali sottostanti di una società e sul suo potenziale di creazione di valore in un arco temporale pluriennale. Questo approccio prevede un’unica decisione e, se la nostra tesi d’investimento si rivela valida, dovrebbe consentire alla forza della capitalizzazione a lungo termine di fare il lavoro più difficile. È improbabile che riorientiamo il portafoglio in modo sostanziale per cercare di anticipare le flessioni del ciclo economico. Prevedere con precisione il corso del ciclo economico è estremamente difficile. Acquistare un titolo perché la società dovrebbe fare bene in un determinato momento del ciclo e poi venderlo in un altro momento richiede che si prendano più decisioni valide perché l’operazione funzioni in modo efficace.

 

Riteniamo che il settore bancario si trovi nelle fasi relativamente iniziali di una rivoluzione digitale in cui software e applicazioni convenienti e di facile utilizzo avranno la precedenza sulla rete di filiali fisiche. Per competere in questo contesto esigente saranno necessari investimenti tecnologici significativi e una solida esecuzione, una prospettiva impegnativa che crea una grande incertezza per i modelli di business tradizionali.

Dal punto di vista delle opportunità, riteniamo che l’ampio sell-off dei titoli growth, pur se abbastanza sofferto, abbia creato alcune interessanti opportunità nei cosiddetti “disruptors”.

Una società che ci piace è un rivenditore online di auto usate leader negli Stati Uniti. Riteniamo che, migliorando in modo significativo l’esperienza del consumatore, tale azienda dovrebbe essere in grado di conquistare quote nel mercato altamente frammentato dei rivenditori di auto usate.

Nel settore dei beni di consumo discrezionali, ci piacciono alcuni rivenditori al dettaglio che, a nostro avviso, dovrebbero essere ben posizionati nel lungo periodo e nell’attuale contesto inflazionistico. Una delle nostre aziende preferite è un rivenditore discount che si concentra sulle città rurali, dove la concorrenza è generalmente meno intensa. Non solo crediamo che i prezzi bassi in negozio e la convenienza di uno shopping unico possano aiutare questo rivenditore ad attrarre e mantenere i clienti, ma vediamo anche il potenziale di crescita dell’azienda attraverso l’apertura di nuove sedi e l’espansione in alcune categorie di prodotti.

In generale, le nostre aspettative per i titoli growth sono piuttosto contenute per il resto dell’anno. La Fed e le altre principali banche centrali hanno appena iniziato i loro sforzi per inasprire la politica monetaria, il che suggerisce che il tasso di variazione dei tassi di interesse potrebbe essere più elevato rispetto a quando questo processo sarà più avanzato. Il venir meno dello stimolo fiscale senza precedenti, scatenato lo scorso anno, potrebbe inoltre creare difficoltà nel raffronto con l’anno precedente per alcune aziende, soprattutto per quelle rivolte ai consumatori. Nel frattempo, la Cina ha imposto lockdown per contenere i focolai di Coronavirus nelle grandi aree metropolitane, interrompendo le supply chain e l’attività economica. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è un’altra fonte di notevole incertezza. Tutti questi fattori potrebbero rendere gli investitori più nervosi.

Ciononostante, rimaniamo rialzisti sui titoli growth in un orizzonte pluriennale. Non pretendiamo di avere un vantaggio nel prevedere gli sviluppi macro a breve termine o il tempismo dei cambiamenti nel sentiment degli investitori. Tuttavia, quando alcune di queste incertezze a livello macro si risolveranno e cominceranno a stabilizzarsi, intravediamo la possibilità che il mercato si concentri nuovamente sui fondamentali aziendali sottostanti. Nella misura in cui la pressione inflazionistica e l’aumento dei tassi d’interesse finiranno per alimentare le preoccupazioni sulla crescita economica, queste condizioni potrebbero accrescere l’attrattiva delle società speciali che cerchiamo: aziende che riteniamo abbiano il potenziale di creare valore aggiunto sostenendo forti tassi di crescita in una varietà di contesti macroeconomici.

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