Mercati volatili, la view di Henderson

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Avatar di Redazione 20 Ottobre 2008 | 15:00
L’economia di Regno Unito, Eurozona e Giappone sono probabilmente già in recessione mentre gli Stati Uniti per ora la stanno evitando grazie a politiche monetarie e fiscali più facili.I prezzi inferiori di petrolio e alimentari e i tagli ai tassi di interesse potrebbero consentire una ripresa già all’iniizo del 2009, sebbene si potrà parlare di una ripresad ei trend di crescita solo nel 2010.

Highlights

  1. La scorsa settimana i mercati finanziari sono rimasti volatili; l’indice Vix ha infatti toccato un record massimo a oltre 80.
  2. La diminuzione del valore dei titoli azionari nel corso dell’ultimo anno, a confronto con le obbligazioni, è in linea con i trend storici in contesti di scenario economico in peggioramento.
  3. La business confidence negli Stati Uniti si è ridotta significativamente nel mese scorso e le vendite al dettaglio hanno segnato un calo del 2,2% nel corso degli ultimi tre mesi.
  4. La disoccupazione in Gran Bretagna sta crescendo ad un ritmo che non si registrava dal 1991, mentre l’inflazione si attesta al suo livello più alto dal 1992.
  5. Il prezzo del petrolio è sceso di oltre il 50% rispetto al picco registrato nel mese di luglio.

Views

  1. È improbabile che la volatilità dei mercati finanziari diminuisca, poiché gli investitori mostrano preoccupazione riguardo alla salute del sistema finanziario e al rischio recessione e gli investitori professionali più esposti cercano di chiudere le posizioni.
  2. Se la gravità della recessione sarà alta, è probabile che il valore delle azioni scenderà ulteriormente rispetto alle obbligazioni.
  3. Il recente peggioramento della crisi finanziaria ha colpito la business confidence e la spesa dei consumatori, aumentando le possibilità che si verifichi una grave recessione.
  4. L’economia britannica sembra si trovi già in profonda recessione ed è quindi probabile che le pressioni inflazionistiche scompariranno nei prossimi mesi.
  5. La riduzione del prezzo del petrolio contribuirà ad alleviare le pressioni inflazionistiche a livello globale, rendendo più facile per le banche centrali tagliare i tassi di interesse in misura significativa.

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