Sovraperformance per gli assicuratori protagonisti di attività di M&A

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di Finanza Operativa 13 Dicembre 2016 | 13:00

Secondo uno studio condotto da Willis Towers Watson, in collaborazione con Cass Business School e Mergemarket, il margine in termini di prezzo per azione con cui gli assicuratori stanno sovra-performando i loro competitors a seguito di operazioni di M&A è cresciuto di circa 4 volte a partire dal 2008.

Indicatori di successo delle operazioni di M&A, basati su analisi di Willis Towers Watson e Cass Business School condotte su tutti i deal chiusi dal 2008 e con un valore superiore a 50 mln di dollari, evidenziano come gli assicuratori protagonisti di attività di M&A godano di una migliore performance in termini di prezzo per azione rispetto ai loro competitor nei 12 mesi prossimi al deal.

In media, gli acquirenti hanno sovra-performato l’indice di sotto-settore di riferimento di 3.7 punti percentuali dal 2008. Questo trend va accentuandosi se si guarda al solo 2015 dove hanno goduto di una sovra-performance che si attesta sui 12.5 punti percentuali.

Il trend è guidato da una sovra-performance nei 6 mesi successivi all’annuncio dell’operazione. Negli ultimi 3 anni, gli acquirenti hanno visto crescere l’indice di settore di 1.1 punti percentuali dai 6 mesi precedenti l’annuncio fino al giorno dopo l’annuncio e di ulteriori 7.4 punti percentuali nei 6 mesi successivi all’annuncio. Questa tendenza è stata replicata nel 2015, con 9.7 punti percentuali nella seconda fase, cioè quella successiva l’annuncio, e 2.8 punti nella prima.

Federica Pizzaballa, Director Risk Consulting and Software Italy – Italy Life Sales & Practice Leader di Willis Towers Watson, afferma: “I nostri risultati mostrano che i deal pagano in termini di dividendi ma è comunque necessario del tempo per ottenere risultati. La perdita di un immediato ritorno e l’incertezza iniziale attorno a un big deal sono tra le ragioni per cui gli investitori tardano a riconoscere i benefici delle operazioni di M&A nel settore assicurativo”.

Secondo l’indagine, ci sono diversi fattori che guidano la sovra-performance: primo fra tutti il numero significativo di deal nel settore Vita dove compagnie hanno acquisito blocchi specifici di business (le polizze closed-books sono un esempio dove un particolare set di skill è richiesto) aggiungendo valore attraverso la loro esperienza e le loro competenze. L’acquisizione di Friends Life da parte di Aviva per $8.7bn a Settembre 2015 ne è un esempio.

Federica Pizzaballa: “Il book s’indirizza verso una compagnia che è in grado di focalizzarsi su di esso e di accrescerne il valore. La stessa unità di business assume così più valore con il nuovo owner rispetto al precedente”.

Secondo Willis Towers Watson, un altro fattore che guida la sovra-performance degli acquirenti è l’espansione in nuove aree geografiche. Un numero consistente di compagnie sta cercando di incrementare la propria presenza in mercati emergenti come Europa dell’Est, Sud America e Asia. Importanti deal del 2016 hanno visto emergere BNP Paribas Cardif che ha acquisito il 10% delle azioni di India’s SBI Life Insurance Company per 375 mln di dollari, così come la compagnia spagnola Mutua Madrilena ha acquisito il 40% di partecipazione nella compagnia cilena operante nel ramo danni Seguros Generales per 222 mln.

Federica Pizzaballa: “C’è sempre un rischio genuino e un grado di incertezza attorno al deal, ma un certo ammontare di rischio potrebbe essere assorbito se le compagnie comunicassero i benefici del deal in maniera più strutturata. Un assorbimento del rischio sarebbe possibile se le motivazioni sottostanti l’operazione fossero ben spiegate e successivamente tradotte in risultati tangibili”.

L’indagine Tutte le analisi sono state condotte dalla prospettiva dell’acquirente e sono basate su metodologie standardizzate. La performance in termini di prezzo per azione è stata misurata come variazione percentuale e confrontata con gli indici MSCI. L’analisi è stata condotta su due periodi temporali: dai 6 mesi precedenti l’annuncio fino al giorno seguente la data dell’annuncio e dai 6 mesi precedenti l’annuncio ai 6 mesi dopo la data di chiusura del deal. Solo operazioni di M&A conclusesi con un valore superiore a US$50m sono considerate dallo studio. Tutti i deal dove l’acquirente detiene meno del 50% delle azioni della compagnia target dopo l’acquisizione sono stati rimossi dal campione di riferimento, in quanto non vengono considerati acquisti minoritari. Sono stati inoltre rimossi i deal dove l’acquirente deteneva più del 50% delle azioni target prima dell’acquisizione.

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