Il balzello nascosto nelle bollette che fa infuriare gli italiani

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di Redazione 19 Gennaio 2015 | 08:43

Dopo l'annuncio dei cali delle bollette per l'energia elettrica nel 2015, arriva subito un nuovo balzello nascosto ad annullare i benefici delle diminuzioni.

L’Autorità per l’Energia non ha fatto in tempo ad annunciare il calo delle bollette elettriche all’inizio dell’anno a seguito della congiuntura favorevole che già si prospetta un nuovo aumento sulle bollette per le famiglie italiane.

IL REGALO ALLE FERROVIE – Infatti nella legge di stabilità 2015 (art 1 comma 193) le lobby dei trasporti sono riuscite a far inserire un vergognoso regalo alla società Ferrovie dello Stato: quest’ultima venderà la rete elettrica nazionale ad alta e altissima tensione di sua proprietà a Terna spa, incassando circa 900 milioni di euro che utilizzerà per nuovi investimenti sulle linee ferroviarie.

AUMENTI IN BOLLETTA – Chi pagherà questo esborso? Naturalmente, come al solito, le famiglie italiane, con nuovi aumenti sulle bollette. L’Autorità nei prossimi giorni stabilirà il costo delle infrastrutture (capitale investito senza dedurre il valore dei contributi pubblici “già pagati allo Stato” sul conto impianti utilizzati per la rete elettrica delle ferrovie dello stato) per un importo contabile e fiscale che si attesterà, secondo le richieste della società Ferrovie, ad oltre 900 milioni di euro.

LA BEFFA – Ma la vera beffa per le famiglie è che pagheranno due volte la stessa rete elettrica nazionale (in molti casi dismessa) a Ferrovie spa: prima con centinaia di milioni di contributi pubblici dati dallo stato per la costruzione e gestione della rete elettrica ferroviaria e ora con un aumento sulle bollette per l’esborso che Terna verserà a Ferrovie dello Stato con il benestare del Ministero dei Trasporti e del Governo. Le bollette potrebbero aumentare di circa il +3%, per un importo medio per la famiglia tipo italiana di circa 15 euro ad utenza.

LA RICHIESTA – Federconsumatori chiede al governo di fare retromarcia annullando il provvedimento, e di trovare altrove le risorse per gli investimenti e di non continuare, come gli altri governi in passato, a fare cassa utilizzando come un bancomat le bollette delle famiglie. Sulle bollette domestiche sono già state perpetrate altre incursioni, come l’ultimo provvedimento del governo Monti, che ha regalato alle imprese energivore incentivi per ben 600 milioni di euro scaricandoli sulle bollette elettriche domestiche, e il decreto Destinazione Italia, in cui si è approvata una misura simile per il gas, di analogo impatto sulle bollette. Bollette che, ricordiamo, sono diventate sempre più pesanti, tra le più alte d’Europa, aumentando del +42,7% (per l’energia elettrica) e del +54,5% (per il gas) negli ultimi 10 anni, ovvero oltre due volte e mezzo il tasso di inflazione cumulato.

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