Canone Rai, seconde case escluse dal pagamento

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di Ettore Mieli 25 Novembre 2014 | 10:39

Si pagheranno 60, 65 euro? “Una cifra plausibile. Certamente pagheremo molto meno”. Lo ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli

Sta ancora tenendo banco nel dibattito politico il caso del Canone Rai in bolletta. L’imposta, salvo imprevista, dovrà essere nella bolletta elettrica già da gennaio 2015, soprattutto con l’obiettivo di recuperare in modo pressoché totale l'evasione. Ma non pochi sono i dubbi.

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CONTRO EVASIONE – Quanto si pagherà quindi? Secondo quanto ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, ai microfoni di 24 Mattino di Alessandro Milan su Radio 24, circa 60-65 euro potrebbero essere “una cifra plausibile. Certamente pagheremo molto meno. Questa non è una riforma contro nessuno. È per recuperare l'evasione. Chi evadeva ci rimette, questo è sicuro”.

IN BOLLETTA – Chi dovrà pagare il canone? “Chi possiede un contratto di fornitura elettrica", ha sottolineato ancora Giacomelli. “La norma prevede la tassa in base al possesso del televisore ed è una norma anacronistica. Se il canone rimanesse legato a quel concetto dovrei dire ‘il possesso di un apparecchio televisivo, oppure di un pc, oppure di un tablet, oppure di uno smartphone, oppure di ogni altro device atto a ricevere il segnale'. Vuol dire fare una norma con prescrizioni molto ampie e molto dure ma sostanzialmente inapplicabile, in altre parole prendere in giro e continuare a consentire l'evasione. Quindi noi identifichiamo l'elemento unificante, che è l'alimentazione dei diversi device e quindi, il contratto di fornitura elettrica”.

SECONDA CASA ESCLUSA? –  Giacomelli ha infine escluso il pagamento per le seconde case: “tendenzialmente l'idea è quella di evitare che chi ha la seconda casa paghi di più. Anzi, diciamo che in linea di massima sulla seconda casa è escluso. Qui si tratta di capire come introdurre qualche punto di equità. C'è chi dice che potremmo incrociare i dati del reddito, e legare il canone all'Irpef, io sono un po' perplesso su questa possibilità. Legato all'Irpef mi pare molto più complesso e farraginoso”, ha concluso Giacomelli.

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