Fidelity, giro d’Italia in meno di 30 giorni

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Il country head Paolo Federici approfondisce i temi chiave dell’iniziativa

Maria Paulucci di Maria Paulucci31 maggio 2012 | 09:28

“Il Fidelity Live Roadshow 2012 è il naturale seguito del 2011”, dice Paolo Federici, country head per l’Italia di Fidelity Worldwide Investment, che accetta di parlare con BLUERATING tra una tappa e l’altra del giro d’Italia della società fra i professionisti del risparmio. “Il successo riscontrato fra i promotori finanziari e i private banker per questo appuntamento”, evidenzia Federici, “è stato fin da subito molto alto. Già nel 2012 hanno partecipato molti professionisti avvicinatisi a Fidelity in tempi più recenti. In contesti mutevoli come quello attuale riteniamo sia fondamentale restare in costante contatto con chi ogni giorno aiuta gli investitori a pianificare il proprio futuro. Lo facciamo con continuità durante tutto l’anno, sia con una presenza dedicata sul territorio sia comunicando attraverso newsletter e sito web. Il roadshow è un’ottima occasione per approfondire temi macro di attualità e condividere con i consulenti le soluzioni più adatte al contesto attuale”.

Quest’anno il roadshow tocca 24 città italiane. È stato così anche in passato? Perché questa scelta?
Nel 2011 abbiamo lanciato due edizioni del roadshow, per 29 tappe complessive. Nel 2012 abbiamo ampliato il numero degli eventi arrivando a 24 già nel primo round. Abbiamo voluto includere il maggior numero possibile di città per garantire occasioni di confronto fra chi come noi è specializzato nella ricerca finanziaria e chi supporta le famiglie italiane nella gestione dei propri risparmi.

Quale messaggio volete dare ai promotori finanziari e ai private banker nel corso di questo roadshow? I tre temi saranno crescita, reddito e stabilità. Perché avete selezionato proprio questi argomenti? Ce li spiega nel dettaglio?
La crisi ha portato a cambiamenti importanti nell’approccio della clientela verso gli investimenti. I clienti sentono oggi più che in passato la necessità di capire e valutare attentamente quanto viene raccomandato loro dal consulente finanziario. La semplificazione del portafoglio e la capacità di utilizzare un linguaggio che la clientela sia in grado di comprendere diventano fattori essenziali nel rapporto con i clienti. Questo approccio si traduce in tre direttrici semplici ed efficaci: crescita, reddito e stabilità. Questi principi corrispondono a chiari bisogni degli investitori, particolarmente sentiti in fasi complesse come quelle attuali. Ed è proprio in queste fasi che cresce di importanza il ruolo del consulente. Coloro che sapranno organizzare il portafoglio dei clienti con il giusto equilibrio fra questi tre fattori avranno le migliori chance di preservare le masse attuali e di aumentarle ancora.

Di quali prodotti state parlando durante questo roadshow? E in generale, su quali state puntando in questo periodo?
Riteniamo che le migliori opportunità per la crescita possano derivare da trend secolari di ampia portata. Oggi si contrappongono da un lato i Paesi sviluppati, con una crescita lenta o addirittura negativa unita a elevati livelli di indebitamento, e dall’altro i Paesi emergenti, poco indebitati e con una crescita economica invidiabile. È quello che Fidelity chiama un mondo “a due velocità”. I temi più interessanti si legano in particolare a tre punti. Il primo è l’aumento sostenuto dei consumi interni in Cina a scapito dell’export, sostenuto da consolidati fattori politici, economici e sociali, di cui è possibile avvantaggiarsi con il FF China Consumer Fund. Il secondo è l’internazionalizzazione della valuta cinese, che si prevede sarà accompagnata nel medio-lungo termine da un suo apprezzamento. Per beneficiare di questo tema è stato lanciato il FF China RMB Bond Fund, fondo obbligazionario che investe in emissioni societarie di aziende cinesi e internazionali di alta qualità in renminbi.

E il terzo?
Il terzo è l’inflazione dei Paesi emergenti, marcatamente più elevata rispetto ai Paesi sviluppati anche grazie ai superiori livelli di crescita. Il fondo FF Emerging Markets Inflation-linked Bond Fund investe in valuta locale in obbligazioni indicizzate all’inflazione dei Paesi emergenti e consente dunque di tramutare l’aumento dei prezzi e l’apprezzamento valutario in opportunità di crescita per il risparmiatore italiano. Per consentire agli investitori di estrarre un flusso di reddito mensile supplementare dal proprio portafoglio proponiamo un’ampia gamma di fondi a cedola mensile, che generano un flusso ricorrente tutti mesi, senza eccezioni e in maniera regolare, accreditando le cedole direttamente sui conti correnti degli investitori senza alcuna spesa aggiuntiva. In Fidelity non crediamo che lo stesso fondo debba per forza andare bene per tutti i clienti, ed ecco il perché di una gamma a cedola mensile tra le più articolate in Italia.

Quanti fondi include, questa gamma?
Comprende dieci diversi fondi, che spaziano dalle obbligazioni societarie a quelle governative, dai titoli ad alto rendimento al debito emergente e globale. La varietà dell’offerta consente ai consulenti di soddisfare clienti con profili ed esigenze di reddito assai diverse tra loro. Inoltre, ora è disponibile il fondo azionario FF Global Dividend Fund, che investe in società con dividendi elevati e sostenibili nel tempo, distribuendo mensilmente cedole stabili ai sottoscrittori del fondo. Segnalo infine che per la quota dei portafogli destinata alla stabilità è stato creato il FF Global Strategic Bond Fund, un fondo obbligazionario flessibile che investe a livello globale su cinque diverse categorie di obbligazioni poco o per nulla correlate tra di loro. Il fondo riesce a combinarle in maniera flessibile attraverso un’esclusiva strategia proprietaria che, unita a un’attenta gestione del rischio, ha saputo generare anche in un anno come il 2011 un importante rendimento, associato a una crescita particolarmente stabile e più in generale a risultati positivi anche in contesti di mercato mutevoli. In pratica, un ottimo strumento dove posizionare i propri risparmi in attesa di maggiore tranquillità sui mercati. Senza dimenticare, a questo riguardo, la situazione nel Vecchio Continente.

Ecco, appunto. Per quanto riguarda la moneta unica?
Alla luce delle tensioni sull’euro, può essere interessante per gli investitori l’aumento della diversificazione a livello valutario. Ed è qui che entra in gioco il FF Global High Grade Income Fund, strumento praticamente unico nel panorama di offerta italiano, che investe in obbligazioni globali con altissimo merito creditizio denominate in dieci valute differenti ben diversificate fra loro e in massima parte emesse da Paesi sviluppati.

Come è andata la prima metà del 2012 in Italia? Ci dà qualche numero?
La prima metà del 2012 ha visto molte novità in casa Fidelity. In particolare, abbiamo ampliato ulteriormente la nostra gamma di fondi a stacco della cedola mensile, che adesso ammonta a 11 tra obbligazionari e azionari. La gamma di fondi Fidelity è stata ampliata con otto nuovi fondi e decine di nuove classi. Il team italiano di Fidelity si è inoltre ampliato con tre nuovi ingressi dedicati proprio al supporto agli intermediari finanziari. Una concreta testimonianza del crescente impegno che la società dedica al mercato italiano, con l’obiettivo di soddisfare al meglio le necessità dei propri partner e degli investitori finali.

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