Emendamento shock: commercialisti iscritti d’ufficio all’Albo cf

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L’iniziativa dei senatori NCD Marinello e Viceconte è destinata a scatenare le proteste delle associazioni di categoria dei consulenti finanziari e degli intermediari.

Marco Muffato di Marco Muffato14 novembre 2017 | 08:30

Colpo di scena che ingarbuglia la vicenda dell’Albo unico dei consulenti finanziari: un emendamento alla Legge di Bilancio 2018, che è attualmente all’esame del Senato (nella foto Palazzo Madama), a firma dei senatori NCD Giuseppe Francesco Maria Marinello e Guido Viceconte, potrebbe aprire – se inserito nel disegno di legge – le porte dell’Albo gestito all’OCF ai dottori commercialisti e ai revisori contabili, in massa o quasi. Come? Con l’iscrizione d’ufficio nella costituenda sezione dei consulenti finanziari autonomi. L’emendamento all’articolo 14 chiede infatti che venga inserito il comma 3-bis, che testualmente recita “I soggetti iscritti all’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili – sez. A, su richiesta sono iscritti nell’Albo unico dei consulenti finanziari di cui all’articolo 31, comma 4, del decreto legislativo n.58 del 1998 nella sezione dei consulenti finanziari autonomi, purché in possesso dei medesimi requisiti di onorabilità e professionalità previsto per questi ultimi”. Non solo: chi non avrebbe i requisiti (per esempio di professionalità che decide il Mef, come almeno tre anni di iscrizione all’Albo, ecc.) potrebbe comunque accedere all’Albo OCF attraverso una prova semplificata dai contorni da definire. Nell’emendamento infatti a questo proposito si legge che “A tal fine l’organismo di cui all’articolo 31, comma 4, del decreto legislativo n.58 del 1998, con propria delibera definisce, in coerenza con il quadro normativo europeo e nazionale di riferimento, il contenuto di una prova valutativa semplificata che i soggetti di cui al primo periodo del presente comma devono sostenere in considerazione dei requisiti di professionalità già posseduti”. Nell’emendamento Marinello-Viceconte si legge poi che “In tal caso si applica il regime di vigilanza di cui all’articolo 31 del decreto legislativo n.58 del 1998 e i soggetti iscritti all’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili – Sezione A sono soggetti alle regole vigenti per i consulenti finanziari autonomi”. Questo emendamento non farà di certo piacere alle associazioni di categoria dei consulenti finanziari e degli intermediari perché apre l’ingresso nella attività a professionisti con competenze fiscali e tributarie ma praticamente a digiuno di pianificazione finanziaria, oltre a rendere ancora più complicata la strada della piena operatività dell’OCF.

L’emendamento Marinello-Viceconte è consultabile al seguente link a pagina 83.

Ricordiamo a questo proposito che in discussione al Senato c’è anche un altro emendamento che intende fissare una data ultima (il 1 ottobre 2018) per l’avvio dell’Albo a pieno regime (Vigilanza delegata compresa) e di cui Bluerating ha scritto nei giorni scorsi (leggi qui).  Gli emendamenti descritti nei prossimi giorni dovranno passare la prova dell’aula. Il futuro della categoria dei cf è in mano ancora una volta alla politica.

 

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