UniCredit Research: si vede la luce in fondo al tunnel

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Presentato il rapporto previsionale Outlook 2012 della UniCredit Research, guidata dal capo economista Erik Nielsen…

di Redazione31 gennaio 2012 | 14:59

La crescita globale dovrebbe rallentare dal 4,25% del 2011 al 3% per quest’anno. A dirlo il rapporto previsionale Outlook 2012 presentato da UniCredit Research, guidata dal capo economista Erik Nielsen. È probabile che in eurozona si assisterà a una flessione del tasso di crescita dall’1,6% allo 0,6%, ma prosegue lo studio, “la traiettoria del Pil dovrebbe aver toccato il punto minimo a fine 2011. Come dire: il peggio è ormai passato, ma rimangono ancora molte incertezze. In primis per Italia, Portogallo e Grecia, paesi per il quale è prevista una contrazione del Pil.

“UniCredit prevede una stabilizzazione dell’economia europea durante l’inverno, seguita da un moderato miglioramento della crescita, che dovrebbe tornare ad attestarsi intorno all’1,5% annualizato verso la fine del 2012”. A catalizzare la crescita soprattutto la mossa aggressiva della Bce sulla liquidità, attuata nel suo primo step in dicembre. “Gli spread dovrebbero diminuire, i titoli azionari recuperare e dato
che le banche godono di maggiore accesso alla liquidità di Eurotower, sia in euro sia in dollari, la necessità da parte loro di vendere attività denominate in valuta estera diminuirà, cosa che lascia prevedere un ulteriore indebolimento dell’euro”. Allontanandoci dai confini europei, negli Stati Uniti i consumi privati favoriranno in qualche modo un miglioramento della crescita nel 2012, ma il debito pubblico potrebbe essere ancora un nodo da sciogliere che peserà sui bilanci fragili delle famiglie. Il tasso di risparmio statunitense resterà inferiore al 4% del reddito: un terzo rispetto a quello dell’Eurozona.

Capitolo Cina. La seconda economia al mondo, che in termini numerici ha prodotto più di un terzo della crescita globale l’anno scorso, ha subito un rallentamento nel secondo semestre del 2011 a causa dell’indebolimento dei mercati dell’esportazione. “Resta da vedere” concude l’analisi “se le autorità saranno in grado di dare un’altra spinta alla crescita attraverso l’investimento pubblico in infrastrutture e nel settore immobiliare nonché attraverso imprese statali”.

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