Per le Indie, con ritorno

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Luigi Dell'Olio di Luigi Dell'Olio5 giugno 2017 | 13:48

Il nome Banca dell’Indocina riporta indietro a un’era in cui bastava un solo istituto per presidiare non solo quelli che sarebbero diventati i due Paesi più popolosi al mondo, ma addirittura l’intera area dell’Asia-Pacifico. Le radici dell’attuale Indosuez Wealth Management arrivano fino all’istituto fondato nel 1875 come banca emittente delle valute per i possedimenti coloniali francesi nel continente giallo.

Espansione internazionale
Una realtà che già sul finire del 19esimo secolo inizia la sua espansione anche in territorio europeo e nordafricano, per poi acquisire nel secondo Dopoguerra la Banca di Suez e decidere per la fusione nel 1978. Due lustri dopo avviene l’ingresso nel capitale da parte di Crédit Agricole, che poi ne otterrà il controllo totalitario dopo la crisi dei mercati emergenti nel 1997 e curerà un ulteriore sviluppo internazionale nell’ultimo ventennio.
Oggi Indosuez Wealth Management è un colosso presente con 30 sedi in 14 Paesi tra Europa (Francia, Belgio, Spagna, Italia, Lussemburgo, Monaco e Svizzera), Asia- Pacifico (Hong Kong, Singapore e Nuova Caledonia), Medio Oriente (Abu Dhabi, Dubai, Libano) e Americhe (Brasile, Uruguay e Usa), con 2.700 dipendenti e asset in gestione per 110 miliardi di euro a fine 2016.

Offerta glocal
Il modello di offerta è costituito da un bouquet di servizi e prodotti omogenei per la clientela più facoltosa, con alcune specificità locali. Come a Monte Carlo, dove l’istituto ha maturato una lunga esperienza nella gestione dei grandi patrimoni (è presente dal 1922), rafforzata nei mesi scorsi dall’acquisto della divisione locale di Hsbc Private Bank (200 dipendenti e 9 milioni di euro in gestione), che ha consentito alla società francese di rafforzare la leadership nella patria europea dei paperoni.
La crescita per linee esterne, fondamentale per generare economie di scala in un’era di marginalità compressa, è resa possibile dalla solidità della capogruppo, il primo gruppo in Europa per i ricavi nel settore del retail banking. Il piano industriale “Shaping Indosuez 2020” fissa due priorità per la società di wealth management: l’accelerazione della crescita andando a intercettare il potenziale inespresso nei vari mercati e la prosecuzione della trasformazione digitale in direzione di un’accelerazione dell’efficienza operativa.

Mire sull’Italia
Quanto all’Italia, da 2015 Indosuez Wealth Management è guidata da Luca Caramaschi, che coordina un team di gestori e consulenti specializzati in tutti i settori della conservazione e valorizzazione dei patrimoni, anche al di là dell’ambito più strettamente finanziario. E proprio l’Italia è uno dei mercati ai quali Crédit Agricole guarda con maggiore interesse per continuare a crescere. Nei mesi scorsi il gruppo transalpino ha acquisito – tramite la controllata Amundi – Pioneer Investment (da Unicredit), la terza società del risparmio gestito a livello nazionale. Ora si vocifera di un marcato interesse verso Banca Leonardo, storica boutique di private banking.

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