Promotori Finanziari – Un mondo di contraddizioni

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di Matteo Chiamenti 4 Marzo 2009 | 10:00
La professione di promotore finanziario è piena di paradossi. Risulta difficile farsene una idea chiara.

Nulla come il mondo dei promotori finanziari si presenta altrettanto ricco di sfaccettature. E’ indubbio che intorno a questa figura ruotino situazioni talvolta paradossali. Partiamo da un dato di fatto: il numero di ingressi nell’Albo incrementa in maniera costante. Basti citare che solo nell’ultimo mese vi è stato un esubero di ingressi, rispetto alle uscite, di ben 130 unità. D’altra parte però sussistono ben 853 promotori privi di cliente, e senza alcunché in portafoglio.

Vediamo che i dati Assoreti hanno comunicato una raccolta in ripresa, con 128,1 milioni di euro di incrementi, ma al tempo stesso sappiano in taluni casi sussiste un rischio sopravvivenza, con guadagni per alcuni  dimezzati, e per altri addirittura crollati del 75%, creando delle situazioni veramente drammatiche.

Sentiamo propositi di focalizzazione sul cliente, ma al tempo stesso si percepisce la seria difficoltà nel metterla in atto; condita inoltre da politiche di fidelizzazione furbescamente basate sulla pressione psicologica, più che sulla reale bontà dell’offerta. Si vedono promotori convinti fortemente della propria professione e della bontà di quanto proposto, tanto da risultare talvolta vicini alla macchietta, e al tempo stesso si conosce l’altissimo livello di turnover del personale in talune grandi società (similmente, ad esempio, al mondo della revisione).

Paradossi su paradossi. Forse è stupido cercare di dare chiare risposte. La maggior parte delle volte, come diceva qualcuno, è sufficiente sapersi porre le giuste domande.

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