Credem, la consulenza è nel mondo delle reti

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di Marcella Persola 4 Maggio 2009 | 13:06
Con una raccolta netta di 49,528 milioni la rete del Credito Emiliano si posiziona al quinto posto della classifica Assoreti e si avvia a proporre un nuovo servizio di consulenza. Perché quest’ultima fa parte del mondo delle reti.

Con 49,528 milioni di raccolta netta Credem si posiziona al quinto posto della classifica Assoreti nel mese di marzo. La raccolta netta del gruppo guidato da Stefano Bisi è scesa dai 67,896 milioni del mese di febbraio.

In particolare la rete del Credito Emiliano ha perso terreno nel segmento del gestito ove il risultato è stato di 46,721 milioni del mese di marzo contro i 68,229 milioni del mese di febbraio. In dettaglio è proprio il comparto fondi e sicav a cedere quote passando da 66,230 a 45,236 milioni di marzo. Recuperano le gpm passate da 1,633 milioni a 3,969 milioni.

A livello di amministrato cresce la liquidità che è stata pari a 28,242 milioni rispetto al deflusso di 11,296 milioni di febbraio. Il numero di pf resta sostanzialmente invariato con 826 pf rispetto agli 824 di febbraio.

Buone le performance da inizio anno, in quanto la rete si colloca al secondo posto con 145,727 milioni di raccolta netta totale con una raccolta nel gestito pari a 182,920 milioni e un amministrato che ha generato un deflusso pari a 37,192 milioni.

E anche Credem come molti altri operatori si è avviata sulla strada dell’offerta di servizio di consulenza a pagamento. «Il servizio di consulenza che ci apprestiamo ad offrire ai nostri clienti risponde alle esigenze di chi desidera investire in modo consapevole, con il supporto di un team di professionisti dedicato alla definizione dello scenario di mercato, alla costruzione dell’asset allocation di portafoglio e all’attività di selezione dei fondi e dei titoli da acquistare» ha dichiarato Stefano Bisi.

«Sono convinto che la consulenza possa essere ben organizzata e sviluppata all’interno delle reti di promozione piuttosto che esternamente dove non sono da valutare le potenziali criticità sia per chi la eroga sia per chi la riceve» conclude Bisi.

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