Svizzera, le banche devono tornare ad una dimensione nazionale

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di Marco Mairate 19 Giugno 2009 | 13:40
Parole dure quelle usate ieri dal futuro presidente della banca nazionale svizzera, secondo cui gli istituti devono tornare a fare il loro mestiere e ridurre le dimensioni dei propri gruppi.(Nella foto Philipp Hildebrand)

Piccolo è bello. Si, no forse. Gli ultimi dieci anni sono stati caratterizzati da fenomeni di aggregazione e consolidamento nel sistema bancario internazionale, facendo passare il concetto che più un gruppo è ramificato e globalizzato maggiori sono i risultati per gli azionisti.

Ora sappiamo che non è più così o per lo meno questo modello di sviluppo vale solo in parte. Sarà per questo che Philipp Hildebrand, futuro presidente della Banca Nazionale Svizzera, intende porre un freno alle dimensioni delle banche in territorio elvetico.

La svizzera del resto rappresenta un po’ l’icona di un settore, quello bancario, che negli anni si è piegato ai richiami della finanza moderna, quella fatta di strumenti sempre più complessi, rischi elevati e presenza mondiale.

Ma dopo il quasi fallimento di UBS, campione nazionale ora partecipato dal Governo di Berna, trascinato nell’inferno da miliardi di dollari di titoli subprime, le cose devono cambiare e Hildebrand assicura maggior rigore per la finanza di casa, deciso a compiere un giro di vite sulla regolamentazione e requisiti patrimoniali.

Il politico ha fatto anche un chiaro riferimento alle dimensioni degli istituti, sottolineando di voler tornare a banche più piccole e controllabili.

Certo ad osservare il panorama svizzero però, il quadro sembra già densamente popolato da piccole realtà d’eccellenza. Gruppi indipendenti come Pictet e Wegelin, per esempio, negli ultimi 18 mesi hanno beneficiato delle loro dimensioni attirando soldi provenienti dai grandi gruppi, considerati meno ‘sicuri’.

Il problema quindi sembra più rivolto a UBS e Credit Suisse,  la seconda banca del paese, che attraverso una ‘campagna acquisti’ durata oltre vent’anni sono arrivate a ramificare in ogni angolo del globo, espandendo la loro attività dal semplice e ‘noioso’ private banking fino ai più estremi rami del corporate finance e del trading.

Imporre a questi due colossi dimensioni più ragionevoli sarà operazione difficile e laboriosa, soprattutto per la parte di investment banking, fino a due anni una delle attività più lucrose del loro business.

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