Etf, il mezzo del futuro

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di Fabio Coco 26 Febbraio 2010 | 14:45
Presso la sede di Assofinance, Sergio Trezzi di Invesco ha illustrato ai consulenti indipendenti le opportunità d’investimento offerte dagli Etf, spiegando il meccanismo dell’indice Rafi,che conferisce a questi prodotti negoziabilità e trasparenza.

Si è tenuto oggi, presso la sede di Assofinance (Associazione nazionale dei consulenti finanziari indipendenti) e Free&Partners, società di consulenza finanziaria indipendente, il convegno dal titolo “Etf, uno strumento efficiente a disposizione della consulenza finanziaria”, realizzato in collaborazione con Invesco PowerShares del Gruppo Invesco.

All’evento, presentato dal presidente di Assofinance Giannina Puddu, hanno partecipato consulenti finanziari indipendenti, promotori finanziari e private banker, convenuti per assistere all’intervento di Sergio Trezzi, Managing Director e Country Head per l’Italia di Invesco, che ha effettuato un approfondito rapporto sui fondi Etf, sottolineando le caratteristiche che consentono a questi prodotti di essere uno strumento efficiente nell’ambito della gestione dei portafogli.

Trezzi nel dettaglio si è concentrato sui nuovi prodotti Etf che replicano l’indice Ftse Rafi, sviluppato da Robert Arnott basandosi su quattro criteri di valutazione delle società: fatturato, cash flow, patrimonio netto e dividendi. Questa caratteristica rende i parametri dell’indice più sicuri di quanto non valga per l’indice basato sulla capitalizzazione, che appunto considera unicamente la capitalizzazione di mercato.
L’attuale scenario macro-economico enfatizza infatti l’importanza di identificare aziende con bilanci solidi, motivo per cui gli indici ponderati in base ai fondamentali si prefiggono di individuare il reale valore di ogni società.

“Chi prima riesce a far capire al cliente l’innovazione di cui gli Etf sono portatori avrà vinto”, afferma Trezzi in riferimento al vantaggio che gli investitori potrebbero trarre dagli Etf, e quindi al difficile compito dei consulenti di colmare il gap informativo scontrandosi con la rigidità del sistema.
“Gli Etf per l’Europa rappresentano il futuro”, dice Trezzi, “è normale che le novità all’inizio non siano capite, ma fra qualche anno i fatti ci daranno ragione”.

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