Bim, i soci storici non aderiranno all’Opa

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di Redazione 9 Aprile 2010 | 11:00
I grandi azionisti di Bim, tra cui Ligresti, Piantelli, Rodrigue, Leali e Montezemolo, si sarebbero già impegnati a non aderire all’offerta di Veneto Banca, che potrebbe così arrivare a raccogliere meno del 20% delle adesioni. Incerto il da farsi per Bnp paribas.

L’Opa di Veneto Banca su Bim potrebbe raccogliere solo il 20% del capitale sul 48% del flottante in circolazione. E’ quanto scrive questa mattina Milano Finanza, secondo cui i veneti avrebbero incassato l’impegno dei grandi soci a non aderire all’offerta di pubblico acquisto. Tra questi, i Ligresti (attraverso Premafin), Mario Piantelli, Rodrigue,  Alcide Leali e la famiglia Montezemolo, salita all’1,9% e in procinto di entrare in Cda con Matteo Montezemolo. Se anche Bnp Paribas decidesse di non aderire le azioni conferite potrebbero addirittura scendere al 10% (cifra che comprende quelle in mano direttamente a Veneto Banca e le azioni proprie). Di certo, Veneto Banca non dovrà mettere sul piatto i 300 milioni di euro che formalmente sono necessari per comprare il 48% delle azioni in circolazione.

Per la verità, già nel comunicato di lunedì scorso, con cui si annunciava l’operazione che comporterà la fusione per incorporazione di Cofito (cui fa capo il 52% di Bim) in Veneto Banca (che attualmente di Cofito detiene il 40%), si specificava che l’obiettivo, una volta conclusa l’Opa, era di ripristinare il flottante. Alla fusione non ha aderito Mi.mo.se (che detiene il 15% di Cofito), che verrà liquidata con circa 40 milioni di euro, mentre il via libera è arrivato dagli altri soci storici della holding, tra cui i D’Agui e Scanferlin (che insieme detengono il restante 45%). Al termine dell’Opa i D’Agui si sono impegnati a comprare il 10% di azioni Bim in mano a Veneto Banca. 

Intanto ieri Cofito ha presentato la lista per il rinnovo del cda di Bim, in scadenza il 22 aprile. Tra i nomi proposti, oltre a Matteo Montezemolo che era già stato in consiglio in passato, ci sono Pietro D’agui, già confermato ad, il presidente di Veneto Banca Flavio Trinca, l’ad Vincenzo Consoli, Franco Antiga, Massimo Malvestio, Angelo Ceccato, Mauro Cortese, Giuseppe Santonocito, Luigi Terzoli. Il Cda vedrà Roberto Ruozi alla presidenza. Scontata l’uscita di Massimo e Bruna Segre, dopo che la famiglia ha deciso di non aderire al progetto di fusione per incorporazione di Cofito in Veneto Banca.

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