Hypo Alpe Adria Bank: quei promotori di grande valore

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Simone Caraffini, vice direttore generale della società, dice a Soldi&bluerating: “il 2012 è stato un anno che io definirei difficilissimo, però noi lo stiamo chiudendo bene”.

Maria Paulucci di Maria Paulucci20 dicembre 2012 | 10:47

“Il 2012 è stato un anno che io definirei difficilissimo, però noi lo stiamo chiudendo bene”. A dichiararlo è Simone Caraffini, vice direttore generale di Hypo Alpe Adria Bank Spa. “Avremo un utile”, continua, “in linea con quello dell’anno scorso. Ed è un risultato che – date le difficoltà legate soprattutto al costo della raccolta bancaria, che in Italia è esploso – riteniamo soddisfacente”.

La promozione finanziaria come va?
La promozione finanziaria per noi è un’area di assoluto valore strategico perché, pur essendo di dimensioni contenute rispetto al conto economico complessivo, ha una marcata profittabilità per noi. Principalmente ci piace il fatto che l’attività dei pf non comporti assorbimento di capitale, e che sia un costo per massima parte variabile nella struttura. Nel 2012, abbiamo avuto una raccolta netta chiaramente positiva: siamo oltre i 20 milioni di incremento, che sulle nostre masse sono importanti perché vogliono dire un 4 o 5% di crescita circa. L’aumento per promotore è stato tra i più alti nella promozione finanziaria italiana. In cifre, siamo intorno ai 250mila euro per pf. Dunque, riassumendo: numeri piccoli, incremento soddisfacente e buona contribuzione al conto economico.

L’area di prodotto che è andata meglio?

Il gestito. I pf hanno sia prodotti della casa – le nostre gestioni patrimoniali – sia prodotti di terzi. E questo è il loro cavallo di battaglia, anche perché sono i prodotti più “ricchi” per i promotori in termini di remunerazione. In particolare, le nostre gestioni patrimoniali hanno avuto un rendimento molto buono quest’anno. Poi c’è una seconda area, che riguarda la raccolta che noi chiamiamo “diretta”, attraverso la vendita di obbligazioni e di depositi della casa. È un’area su cui noi comunque remuneriamo i pf, e questo dà una grossa mano alla liquidità dell’istituto. Infine, c’è l’area dei titoli amministrati: qui, noi lasciamo il promotore libero di operare, sempre in un regime di consulenza Mifid, senza incentivarlo.

Sul fronte del reclutamento?
Non abbiamo un obiettivo in termini di numeri, non ce lo siamo mai dati. Cerchiamo di incontrare quelle figure professionali che si trovano bene con un progetto come quello della Hypo. Andiamo a scovare professionisti che vogliano lavorare in sinergia con la banca, che abbiano un loro portafoglio magari legato alle pmi, con cui lavoriamo molto, e che abbiano una passione per la Hypo. Pf in arrivo? Le trattative sono in corso, comunicheremo le novità non prima di marzo.

Nell’ambito della riorganizzazione in corso, è possibile che una parte delle risorse della banca passi alla promozione finanziaria?

Sì, è possibile. Però non esiste un piano definito.


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