Mps, Incrocci: la rete è forte, da gennaio abbiamo perso solo 24 promotori

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di Maria Paulucci 17 Maggio 2013 | 06:00
Il manager parla dopo la tappa romana del roadshow “La nuova direzione”: è un numero irrisorio rispetto al turnover che c’è tra le reti.

UN MESE ALLA FINE DEL ROADSHOW – Alla tappa di Milano ci sarà il presidente Alessandro Profumo. Questa è l’anticipazione che BLUERATING è in grado di raccogliere a un mese esatto dall’appuntamento che il 17 giugno chiuderà il roadshow di Banca Mps, iniziato il 9 aprile (vai qui per la notizia). Quel che è certo è che a tutte le tappe prende parte il responsabile della rete della promozione finanziaria Mario Incrocci. BLUERATING lo ha sentito al telefono al rientro dalla tappa romana (vai qui per la notizia).

NUOVO RAPPORTO CON IL CLIENTE
– “In generale, le banche si stanno indirizzando verso un rapporto diverso con il cliente”, dice il manager. “Il futuro è delle piattaforme evolute e della consulenza finanziaria. La dimostrazione sta nel fatto che gli sportelli sono sempre meno frequentati. I clienti risolvono i fondamentali del rapporto con la banca attraverso il computer di casa. Mi riferisco a tutto quello che concerne l’acquisto di titoli e prodotti, gli estratti conto, i bonifici e tutte quelle operazioni che prima imponevano di andare allo sportello”.

L’IMPORTANZA DEL PROMOTORE
– Ma per le scelte di risparmio e previdenza questo non basta. “Il mondo finanziario è sempre più complesso. Le crisi che viviamo non sono più fatti eccezionali, la crisi è diventata la norma. Di conseguenza”, prosegue Incrocci, “è diventato fondamentale avere un professionista che segua gli obiettivi di vita finanziari del cliente. D’altro canto, le riflessioni che noi stiamo facendo sono o saranno in corso anche presso le altre banche”.

LA SQUADRA DI BANCA MPS
– Insomma, pochi anni fa c’era la corsa agli sportelli, mentre oggi lo sportello si chiude. Perché sono cambiate le esigenze e la consapevolezza dell’utente. Con quale squadra la promozione finanziaria di Mps si accinge ad affrontare queste sfide? Risponde sempre Incrocci: “Noi abbiamo perso 24 promotori finanziari dall’inizio dell’anno. Di questi, 18 sono persone che nella nostra politica di riqualificazione della rete tendiamo ad allontanare. Gli altri sei non avremmo voluto perderli. Ma è un numero irrisorio rispetto al turnover che c’è tra le reti, nonostante l’attacco che abbiamo subito dai nostri competitor allo scopo di strapparci i nostri promotori finanziari“.

I NUMERI DELLA RETE
– “La maturità della nostra rete ci ha permesso di contenere le perdite a numeri irrilevanti. Abbiamo mantenuto le masse. I promotori finanziari hanno dimostrato di avere grande professionalità e un legame forte con la clientela, e questo è l’aspetto positivo. Abbiamo perso qualche opportunità di sviluppo, ma adesso, ogni giorno che passa, tra i promotori finanziari c’è sempre di più la consapevolezza che stiamo uscendo da questa situazione e che soprattutto ne usciremo più forti di prima. Oggi abbiamo un progetto che ci farà entrare nel futuro, con un servizio di eccellenza ai clienti e ai promotori finanziari (qui i dettagli). È un modo per far capire al mercato che non solo ci siamo ma stiamo rialzando la testa e da una posizione di difesa stiamo passando a una posizione di attacco”.

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