Costa (Insieme per Enasarco): “Per i silenti una soluzione con metodo”

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di Marco Muffato 6 Aprile 2016 | 06:10
Gianroberto Costa, vicepresidente Enasarco e coordinatore della coalizione che comprende l’Anasf, replica al presidente uscente dell’Ente Brunetto Boco, sul tema degli iscritti che non hanno raggiunto i venti anni di contribuzione necessari per ottenere la pensione. E invita gli ex promotori, oggi consulenti finanziari, a votare per cambiare Enasarco.

SERVE VISIONE DI LUNGO TERMINE – L’intervista in due parti di Brunetto Boco, presidente uscente di Enasarco, pubblicata ieri da Bluerating.com (leggi qui e qui) ha generato dibattito e reazioni vivaci tra le coalizioni che sono in corsa per il rinnovo dell’assemblea dei delegati. Ai temi sollevati ha inteso replicare Gianroberto Costa (nella foto), attuale vicepresidente di Enasarco e coordinatore della lista “Insieme per Enasarco” che comprende Anasf, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, la Fisascat e diverse altre sigle.

Costa, ieri il presidente uscente Boco ha difeso a spada tratta la sua gestione e risultati alla mano ha parlato di conti in ordine e di critiche immeritate relativamente alla gestione finanziaria dell’ente. Come stanno le cose a suo parere? Che giudizio dà della sua presidenza?
Bocco dice cosa vere, ha messo in sicurezza l’ente ristabilendo l’equilibrio economico, c’è un utile cospicuo e apprezzo che dica che ciò sia avvenuto con il contributo di tutte le parti sociali. Detto questo, il problema vero però è di visione. L’ente deve assicurare la sostenibilità a 50 anni cioè deve pagare le pensioni nello stesso importo di adesso tra mezzo secolo. Allo stato e su un periodo così lungo è un impegno che non possiamo garantire, a 30 anni invece sì, in base ai calcoli attuariali. Questa è la sfida principale: pagare le pensioni sul lunghissimo periodo, garantire il patto generazionale, dare ai giovani quello che era assicurato alle generazioni precedenti. E’ una sfida di visione, di prospettiva, che deve essere realizzata attuando quello che è in embrione nella riforma statutaria: un ente più partecipativo, più inclusivo, che vede l’agente e il consulente finanziario al centro della filosofia di azione dell’ente. Bisogna offrire garanzie di ingresso ai più giovani con decontribuzioni, migliorare tutti gli aspetti di welfare sanitario, garantire la formazione professionale con voucher per aggiornamento destinati iscritti più giovani e meno giovani. Sono passaggi non semplici da attuare che implicano la costruzione di cantieri partecipativi per arrivare a soluzioni concrete. La visione a 50 anni obbliga inevitabilmente la necessità di affrontare da subito tutti i problemi.

Compresi i silenti?
Problemi complessi hanno soluzioni complesse. E’ difficile trovare una soluzione globale e allora bisogna trovare soluzioni intermedie o quantomeno affrontare il problema. Non basta dire non c’è un miliardo (il riferimento è alle dichiarazioni di Boco sui silenti pubblicate ieri da Bluerating.com. N.d.g.). Vediamo di individuare invece quelle soluzioni alternative che sono compatibili con la sostenibilità dell’Ente. Nessuno vuole compromettere tale sostenibilità o chiedere solidarietà indebite. Il vero problema è quello dei silenti con maggiore anzianità contributiva, in quel caso si può immaginare di trovare soluzioni di concorso partecipativo, di proseguire cioè la contribuzione volontaria ma in modo adeguato. Il problema, che è stato creato dalla Legge Fornero, va affrontato con delle scale di priorità. Allo stato attuale sicuramente non può essere risolto nella sua totalità, va affrontato con provvedimenti di legge adeguati che attribuiscano nuovamente all’ente le autonomie che aveva in passato sull’età pensionabile. Con gli amici dell’Anasf stiamo approcciando il problema con molta professionalità e scientificità, cioè con indagini approfondite da un punto di vista attuariale e con cluster di età anagrafica e pensionistica ben precisa. 
Passiamo alle elezioni in corso. Può spiegare a una parte significativa dell’elettorato, ex promotori finanziari e agenti in attività finanziaria l’importanza di questo voto per Enasarco?
Chiedo ai consulenti finanziari che vadano a votare. Hanno la possibilità di usufruire di una democrazia economica di cui probabilmente non hanno colto l’importanza. Il voto è complesso, tecnologico e pionieristico. Siamo i primi ad applicare in Italia esclusivamente il sistema di voto elettronico. Dobbiamo chiedere a tutti perciò lo sforzo di votare che è il primo passaggio fondamentale. Questa coalizione con l’Anasf (“Insieme per Enasarco”) ha l’obiettivo di attuare un programma ispirato a una logica diversa di partecipazione, di impegno a svolgere un ruolo nell’economia reale, investendo il patrimonio dell’ente in misura maggiore nell’economia reale. L’Ente Enasarco investe già oggi il 6% del proprio patrimonio in equity, gli altri enti al massimo arrivano al 4%. Tale percentuale può essere incrementata. E’ vero che parliamo di investire di più in capitale di rischio che però può essere usato, come negli altri Paesi con forti garanzie dello Stato, attraverso per esempio la Cassa Depositi e Prestiti. 

Ipotizziamo che lei diventi presidente di Enasarco. Quali saranno le sue priorità?
Non sono candidato alla presidenza ma sono coordinatore di una coalizione che deciderà al momento opportuno i propri criteri di governance. Tecnicamente non c’è un candidato alla presidenza, è chiaro che i riferimenti della coalizione hanno maggiore visibilità e se ne assumono la responsabilità.
 

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