Consob, occhio al “Bitcoin code”

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Una segnalazione che segue la scia della “febbre bitcoin”.

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti3 gennaio 2018 | 12:05

Il suo nome è Stefano Savarese, un tipo riservato: “Sono un ex sviluppatore di software per una grande azienda di cui preferisco non fare il nome. Sono il creatore di un programma per effettuare contrattazioni in Bitcoin che ha generato profitti per 18.484.931,77 Euro solo negli ultimi 6 mesi” dice di sé stesso. I “suoi” video (trovate qui il prototipo) hanno invaso Youtube, dove a farla da padrone è la promessa di fare 13.200 euro in 24 ore, cose che “caro lavoro da impiegato ciaone proprio”. Tutto sembra bellissimo e facilissimo. Ma la verità è un’altra, Stefano Savarese non esiste.

Sorpresi? Non credo proprio (sempre che non crediate nell’esistenza degli unicorni, dei licantropi e di un Salvini moderato), la “puzza di bruciato” è tanta. Trattasi semplicemente di un personaggio costruito ad hoc (nella versione inglese si chiama Steve McKay e come potete vedere dalla foto che vi riportiamo qui sotto, pare proprio essere una goccia d’acqua con un generico “uomo d’affari” ricercabile con Google) per rendere più impattante il video dal punto di vista emozionale e narrativo, un artificio per accalappiare l’attenzione (e i soldi) degli internauti sprovveduti, gli aficionados del guadagno facile sulla scia della “febbre da criptovalute” che sta contagiando i media e l’opinione pubblica.

Senza indugiare oltre in merito alla credibilità dei testimoni o ai dettagli del meccanismo di “acchiappo”, cerchiamo di calare un autorevole “sipario” sul sopracitato caso attraverso una segnalazione ad hoc di Consob contenuta nella newsletter settimanale dell’Autorità.

La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa segnala che l’attività posta in essere attraverso i siti internet thebitcoinscode.com/it/, the-bitcoin-code.com, thebitcoincode.com/it/ (tra l’altro, aggiungiamo noi, si tratta di siti che non sono crittografati https, quindi più esposto anche a possibili attacchi hackers e furti di identità) e la pagina Facebook www.facebook.com/The-Bitcoin-Code-Italiano-118728545441835 non è riconducibile ad alcun soggetto autorizzato in Italia ad offrire fuori sede ovvero a promuovere o collocare mediante tecniche di comunicazione a distanza servizi o attività di investimento

Tra l’altro, questo lo aggiungiamo noi, sulla scia del “Bitcoin code” è stato appena sfornato il nuovo “sistema” Crypto Genius, con protagonista un tale Cristiano Rosati. Per fortuna però, il mondo delle criptovalute sa essere anche altro.

Bye bye Stefano, pardon Steve, pardon Cristiano. Ci si vede al prossimo scam.


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