Buone regole da migliorare

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Tofanelli (Assoreti): “Garantire certezze sui principi da applicare a livello 3”

Marco Muffato di Marco Muffato16 aprile 2018 | 09:51

Il nuovo regolamento intermediari varato dalla Consob soddisfa le esigenze delle reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede? BLUERATING ne parla con Marco Tofanelli (nella foto), segretario generale di Assoreti. Che offre peraltro una sua chiave di lettura, nel ruolo di vicepresidente di Ocf, anche sul tema della Vigilanza sui cf.

Sono state recepite dalla Consob le istanze Assoreti espresse nelle consultazioni?
Il testo definitivo del regolamento ha confermato in larga parte quello posto in consultazione e su alcune questioni la Consob non ha preso posizione o ha espresso soluzioni interlocutorie aprendo al dialogo con le associazioni. Le principali questioni sollevate in sede di consultazione da Assoreti vertono su profili di novità quali la product governance, la rappresentazione aggregata dei costi e oneri, la disciplina degli inducement, le modalità di prestazione del servizio di consulenza, le conoscenze e le competenze dei consulenti, da cui scaturiscono problematiche applicative che possono trovare un chiarimento definitivo in sede di autodisciplina o di orientamenti
interpretativi di terzo livello. In questa direzione accogliamo con favore la disponibilità manifestata dall’Autorità a fornire propri orientamenti da condividere poi in sede Esma.

Quali sono a suo avviso i margini di miglioramento del regolamento per il sistema Reti?
Mi riallaccio alla risposta precedente, per ribadire in termini generali l’importanza della via intrapresa da Consob di avviare sistematicamente iniziative che permettano, a livello 3, di garantire certezza nelle regole da applicare. Il contesto normativo va europeizzandosi sempre più ma riteniamo fondamentale che gli orientamenti assunti e condivisi a livello nazionale siano portati con determinazione sui tavoli europei, consapevoli delle eccellenze italiane, quali per esempio la disciplina dell’offerta fuori sede. Nel contempo riteniamo che l’educazione finanziaria debba
essere tenuta in considerazione proprio nel modello di protezione dell’investitore e della normativa che ne consegue; il cliente, che deve essere ben conosciuto, ascoltato e guidato, deve al tempo stesso poter mantenere adeguate possibilità di scelta e così, nella maggior maturità e consapevolezza, si può seriamente ridurre il deficit informativo che, non dimentichiamolo, è alla base di tutta la disciplina. In punto di consulenza al centro c’è il cliente non il prodotto.

Parliamo ora dell’Ocf e in particolar modo del tema vigilanza: quali valutazioni può fare alla luce del nuovo sistema regolamentare deliberato dall’authority?
L’impianto era già stato reso noto e a mio parere è equilibrato e proporzionato. Non ci sono grandi novità per i consulenti abilitati,pur se qualche alleggerimento burocratico poteva e magari potrà essere previsto mentre per le
nuove categorie gli adempimenti sembrano proporzionati rispetto a quelli degli intermediari finanziari. L’interlocuzione, in specie con la Consob, è continua: credo che sia uno dei terreni su cui maggiormente, in questo
momento, si stanno misurando le capacità di partecipare al cambiamento dei mercati, nell’ottica di una sempre maggior tutela dell’investitore.


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