Banco Bpm, il bilancio sorride

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di Redazione 6 Agosto 2018 | 10:10
Cresce l’utile semestrale rispetto al 2017 e si punta allo sviluppo della rete commerciale

Si è riunito lo scorso 3 agosto sotto la presidenza dell’Avv.to Carlo Fratta Pasini (nella foto) il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, che ha approvato la Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2018 del Gruppo Banco BPM. La gestione del primo semestre dell’esercizio 2018 è stata focalizzata sulla prosecuzione delle attività di derisking previste dal piano industriale, sulla realizzazione delle operazioni di capital management già annunciate al mercato e sulla prosecuzione dei progetti di riorganizzazione delle attività del Gruppo. Banco BPM, nell’ambito delle attività di derisking, nel corso del primo semestre ha già realizzato gran parte del nuovo piano di riduzione dei crediti deteriorati annunciato lo scorso febbraio, il cui completamento prevede, tra l’altro, la cessione di un ulteriore portafoglio di sofferenze per un valore pari a € 3,5 miliardi.

Nel proseguimento dell’attività di derisking, facendo seguito a quanto comunicato al mercato in data 19 giugno 2018, alla luce delle offerte non vincolanti ricevute in data 11 luglio, Banco BPM ha selezionato 3 consorzi di investitori con cui intende proseguire le interlocuzioni volte a individuare la controparte per tale operazione di cessione. Le potenziali controparti individuate dal Consiglio di Amministrazione della Banca sono la cordata costituita da DoBank, Fortress e Spaxs, quella costituita da Credito Fondiario ed Elliot e quella costituita da Christofferson Robb & Company Davidson Kempner e Prelios. Nel contesto delle interlocuzioni con queste controparti, con lo scopo di favorire una potenziale ulteriore accelerazione del piano di derisking, la Banca si riserva di valutare la possibilità di cedere un ammontare maggiore di crediti ed eventualmente, anche in funzione dell’ammontare dei crediti ceduti, la piattaforma di servicing. I tempi di perfezionamento dell’operazione saranno definiti a valle dell’attività di due diligence, che avrà una durata indicativa di 2-3 mesi.

Nel corso del 1° semestre 2018, sempre nell’ambito delle attività di derisking, il Gruppo ha continuato nello sviluppo del workout interno e nelle attività finalizzate alla realizzazione delle condizioni necessarie al perfezionamento della vendita sul mercato, tramite un‘operazione di cartolarizzazione, di un portafoglio di circa € 5 miliardi di crediti in sofferenza. L’operazione, che prevede l’ottenimento della garanzia dello Stato italiano sui titoli senior emessi dalla società veicolo, è stata completata nel mese di giugno. A seguito di tale operazione lo stock delle sofferenze nette è sceso a € 3,6 miliardi, con un’incidenza sul totale degli impieghi del 3,4%, rispetto al 6% registrato al 31 dicembre 2017. Nel primo semestre è proseguito inoltre il processo di riassetto del comparto Bancassurance avviato nello scorso esercizio e formalizzato con gli accordi che prevedevano la cessione di una quota del 65% in Popolare Vita e in Avipop Assicurazioni e l’avvio di una partnership strategica fra Banco BPM e Cattolica della durata di 15 anni.

Lo scorso 29 marzo, a seguito del rilascio delle prescritte autorizzazioni da parte delle competenti autorità, Banco BPM ha perfezionato l’acquisto del 50% + 1 azione di Avipop Assicurazioni S.p.A. e di Popolare Vita S.p.A. per un controvalore complessivo di € 803,4 milioni, portando al 100% la propria quota di partecipazione nel capitale delle due compagnie. Nella stessa data Banco BPM ha perfezionato la cessione a Cattolica Assicurazioni del 65% del capitale di Avipop Assicurazioni S.p.A. e di Popolare Vita S.p.A., che in pari data hanno rispettivamente assunto la nuova denominazione di Vera Assicurazioni S.p.A. e Vera Vita S.p.A. Per effetto della descritta operazione, il conto economico ha beneficiato di una plusvalenza pari a € 175 milioni. Con riferimento alla riorganizzazione delle attività del Gruppo, dal 1° gennaio 2018 è divenuto pienamente operativo il nuovo modello di Rete Commerciale, un importante progetto che ha visto il 5 coinvolgimento di oltre 10.000 colleghi con oltre 3.000 risorse che hanno assunto nuovi ruoli professionali principalmente nella rete commerciale, nell’NPL Unit e nel Wealth Management. Tale processo di riorganizzazione è anche alla base della razionalizzazione della rete commerciale che ha visto, con efficacia 1° luglio, la chiusura di 310 sportelli, individuati tra le filiali meno performanti e/o per sovrapposizione territoriale. Inoltre nel corso del semestre si sono perfezionate le operazioni di scissione del ramo di azienda Private Banking di Banca Akros a favore di Banca Aletti e di cessione da Banca Aletti ad Anima SGR dei mandati di gestione in delega degli attivi assicurativi svolti per conto delle joint venture assicurative legate alla rete bancassurance dell’ex Banco Popolare, che ha comportato un impatto positivo sul conto economico del primo semestre pari all’incasso del corrispettivo di 114 milioni, al lordo degli effetti fiscali.

Nell’ambito delle iniziative di razionalizzazione dell’assetto societario ed operativo del Gruppo si collocano anche i progetti di fusione per incorporazione nel Banco BPM delle controllate BPM S.p.A., Società Gestione Servizi BP S.C.p.A. e BP Property Management S.C.a r.l. L’incorporazione di BPM S.p.A. è pianificata nell’ultimo trimestre 2018 e avrà decorrenza contabile e fiscale retrodata al 1° gennaio 2018. Le fusioni delle società consortili SGS e BP Property Management produrranno invece effetto, fatto salvo il rilascio delle previste autorizzazioni da parte delle autorità competenti, indicativamente nel mese di gennaio 2019 con decorrenza degli effetti contabili e fiscali dal 1° gennaio 2019. In tale contesto caratterizzato da un forte impegno per le attività progettuali illustrate il Gruppo ha realizzato una buona performance commerciale ed economica registrando un risultato della gestione operativa pari a € 1.056,6 milioni ed un utile netto di € 352,6 milioni.

Vediamo di seguito i principali risultati.

Principali aggregati patrimoniali

– Impieghi a clientela € 106,7 miliardi, di cui in bonis +2,7% rispetto al 31 dicembre 2017, con un’accelerazione nel secondo trimestre ed erogazioni nel mese di giugno raddoppiate rispetto alla media dei mesi precedenti, a conferma della vicinanza della Banca ai propri territori di riferimento. I crediti deteriorati si riducono del – 27,1% rispetto al 31 dicembre 2017 per effetto principalmente dell’operazione Exodus e delle rettifiche IFRS 9, oltre all’importante attività di work-out;

– Raccolta diretta da clientela € 107,7 miliardi3 (€ 107,3 miliardi a fine dicembre 2017): anche nel semestre si conferma la tendenza alla crescita della raccolta “core” conti correnti e depositi a vista (+€ 3,1 miliardi rispetto a fine esercizio) e alla flessione delle forme di raccolta più onerose (-€ 1,4 miliardi per le obbligazioni). Principali voci di conto economico

– Margine di interesse a € 1.180,1 milioni; al netto delle riclassifiche IFRS 9 tale dato si attesta a € 1.051,2 milioni rispetto ad € 1.032,2 milioni del primo semestre 2017 (+1,8% al netto dell’effetto non ricorrente degli interessi su finanziamenti TLTRO-II relativi al 2016);

– Oneri operativi (al netto degli oneri relativi al sistema bancario) € 1.390,7 milioni rispetto a € 1.454,1 milioni del 30 giugno 2017 (-4,4%);

– Risultato lordo di gestione € 1.056,6 rispetto a € 851,9 milioni del 30 giugno 2017;

– Rettifiche nette su finanziamenti alla clientela pari a € 686,5 milioni che, al netto delle riclassifiche IFRS 9, si attestano a € 557,5 milioni rispetto a € 647,0 milioni dei primi sei mesi del 2017; il livello di rettifiche su crediti riflette un approccio valutativo rigoroso per mantenere elevati livelli di copertura finalizzato a cogliere eventuali ulteriori opportunità per l’accelerazione del processo di derisking;

– Utile netto pari a € 352,6 milioni, che si confronta con un utile di € 94,2 milioni del primo semestre 2017 (importo al netto del badwill pari a € 3.076,1 milioni accreditato al conto economico).

Posizione patrimoniale:

– CET 1 ratio “IFRS 9 phased in” pro-forma4 13,5%; – CET 1 ratio “IFRS 9 fully phased” pro-forma5 11,4%

 

 

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