Patrimoniale straordinaria, quello spettro che ritorna

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Marco Muffato di Marco Muffato23 novembre 2018 | 10:28

Domanda. Ci risiamo. Tornano le turbolenze sul debito pubblico e sulle banche, e tornano le domande sul come evitare una eventuale imposta patrimoniale straordinaria. Secondo me non ci sarà ma nel caso come fare per il meglio, anche col fisco?

A.C., Torino

Risposta. Riteniamo al momento molto improbabile l’avverarsi di una tale ipotesi. Una simile decisione si prende in emergenza, e la sua estensione dipende dalla necessità di incasso. Se in futuro accadrà, presumiamo colpirà tutti gli attivi finanziari e non soltanto i depositi. Per porsi al riparo seriamente occorre detenere depositi e strumenti di diritto estero -niente titoli di Stato e di aziende italiane- e detenerli all’estero e presso intermediari esteri, evitando quindi le succursali all’estero di intermediari italiani e le succursali italiane di intermediari stranieri. Gli strumenti quali fondi, sicav, polizze ecc. debbono essere di diritto estero e senza alcun soggetto di diritto italiano che sia coinvolto in alcun ruolo, a partire da quello di agente pagatore. Riguardo gli adempimenti fiscali, occorre presentare annualmente il Modello RW della Dichiarazione dei redditi dove indicare la consistenza all’estero di depositi e strumenti finanziari. La sanzione va dal 3% al 15% della somma non dichiarata. Lo stesso Modello RW serve a dichiarare l’Ivafe, che prevede acconto e saldo. A tal proposito, si può notare come la patrimoniale sia presente in Italia da oramai sette anni, e proseguirà ad oltranza, sotto forma di imposta di bollo sul valore delle attività finanziarie introdotta dal Governo Monti. Tutto ciò sopra esposto serve ad evitare un prelievo forzoso (coattivo) ma non un’imposta patrimoniale promulgata in maniera ordinaria. La presenza di attivi presso intermediari che non fungono da sostituto di imposta per il fisco italiano consentirebbe comunque di scansare il prelievo diretto, poiché l’imposta andrebbe liquidata e versata autonomamente, e magari si potrebbe decidere di non pagarla presentando ricorso.


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